Tra i condomini e le strade di tutti i giorni, anche a Giarre, possiamo trovare vestigia di un passato dimenticato che possono diventare appassionanti, senza bisogno di partire per posti lontani come Indiana Jones. Lo può testimoniare Alfredo Sorbello, ingegnere, informatico, che ha creato un modello in 3D delle torrette campestri fotografate, anche con l’aiuto di un drone, da due amici: Simone Tinella e Salvo Rapisarda.
Una buona porzione del territorio di Giarre un tempo era vigna del Principe e per consentire ai guardiani di vigilare su questa ampia proprietà venivano realizzate queste torrette campestri. Una si può ben vedere da viale Federico II di Svevia, una seconda è nascosta dalle case e si trova nei pressi di corso Matteotti. Grazie alle foto dal drone è stata fatta una piccola scoperta che stupisce: il tetto delle torrette è ricoperto da piastrelle.
Alfredo Sorbello ha compiuto uno studio su queste torrette:”Al tempo – spiega – in cui via Federico di Svevia era un tratto del torrente Jungo e per attraversarlo era necessario passare su di un ponte, il terreno attorno era un rivoglio vigneto “La vigna del Principe” dei nobili Grimaldi. Giarre era già dai tempi della contea di Mascali, una zona fortemente produttiva di vini da pasto e da taglio che venivano esportati attraverso il porto di Riposto.
In una tale e vasta vigna non mancavano i rischi di furti e furono costruite (presumibilmente alla fine dell’800) delle torrette campestri per vigilare il terreno attorno.
Erano a due piani, in muratura, con al piano inferiore una porta per ogni direzione e al superiore delle finestre, una per lato, tranne una apertura più grande a cui si accedeva con una scala. Erano orientate in direzione nord-est presumibilmente in modo che il sole a est non impedisse la visione al guardiano”.
La ricerca è andata avanti e così è stata trovata una vecchia cartina di Giarre dove le torrette erano segnate, anzi, ne era segnata pure una terza, nella zona di via Gorizia. Tuttavia, gli “esploratori” sul posto non hanno trovato più nulla. Che fine avrà fatto questa terza torretta che sino a qualche decennio fa si vedeva dal treno? Un mistero da scoprire.
“Tramite una ripresa aerea – aggiunge Sorbello – e i dati raccolti è stato possibile fare una ricostruzione 3D della torretta per poterla presentare alle giovani generazioni che magari ignorano la fonte di ricchezza che rese grande Giarre nei suoi anni d’oro fino all’inizio del Novecento”.
L’elaborazione in 3D e la ripresa col drone incuriosiscono e ispirano il desiderio che queste tracce del passato non troppo lontano di Giarre siano poste sotto vincolo (forse già lo sono) e siano in qualche modo valorizzate e fatte conoscere. Altrove sarebbe stato già fatto.





