Claudia D’Aita consigliera d’opposizione a Riposto, scuote la dormiente politica comunale sferrando un attacco al Consiglio comunale, attraverso un lungo post sui social, commentando l’analisi di Gazzettononline sulle amministrative della prossima primavera.
Chiosando l’operato delle commissioni, la D’Aita ha osservato che esse si convocano “per analizzare alcuni tra i temi che andranno in Consiglio comunale che, nell’anno solare in corso, sono stati appena una decina.
Nei pochi Consigli comunali sono intervenuta nei tempi, per gli argomenti e nei modi che ho ritenuto opportuno. Non faccio opposizione urlata fine a se stessa. L’opposizione va fatta quando porta un risultato. Il resto è farsa e fumo negli occhi”.
E ancora un affondo della D’Aita: “In compenso se a Riposto non c’è stata la necessità di convocare il Consiglio, si è sempre sentita fortissima la necessità di convocare decine e decine di commissioni durante le quali, normalmente, decorre inutilmente un’ora; raramente si studia un argomento, o meglio si fa finta di studiarlo per evitare di far dire a qualcuno che si istituiscono commissioni solo per averne il gettone di presenza”.
Il consigliere di minoranza data per probabile candidata sindaco alle prossime amministrative sui social ribadisce di “non avvertire la necessità di approfondire temi per sedute e sedute, perché ogni consigliere può approfondirli anche singolarmente, recandosi negli uffici, senza averne oboli in cambio. Non ritengo sia quindi il caso presentarmi per farmi pagare”.
Interpellata sulle gravi affermazioni rese dalla D’Aita, il presidente del Consiglio, Mariella Di Guardo rammenta che la D’Aita “avrebbe potuto avvalersi degli articoli 20 e 21 del Regolamento per l’esercizio delle funzioni del Consigliere, del presidente del Consiglio e del Consiglio per “vivacizzare” il dibattito consiliare. Ma lei, che ha utilizzato termini lesivi del decoro e della dignità dei consiglieri, non ha mai proposto ordini del giorno, ne’ tantomeno una mozione”.
La Di Guardo, poi, relativamente alla lamentata inutilità delle commissioni, sottolinea che “le commissioni vengono convocate al fine di acquisire il parere “obbligatorio “previsto dallo statuto comunale. Che ricalca la norma del diritto amministrativo sui pareri. Evidentemente la D’Aita lo ignora. I consiglieri non presenziano nelle commissioni per il gettone, circa 10 euro, ma, esclusivamente, per esercitare il proprio diritto dovere di consiglieri comunali, ottemperando al mandato politico conferito dagli elettori”.
Frattanto a Riposto, alla vigilia del voto delle Regionali si registrano sotterranei movimenti. Adesioni di consiglieri della maggioranza verso altre forze politiche e che in prospettiva delle prossime amministrative hanno trovato i giusti “accompagnatori” per raggiungere segreterie politiche catanesi e assicurare il proprio endorsement al pigmalione di turno alle regionali, benchè afflitti da persistente patologie “voltagabbaniste”. Quando la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra. E viceversa.
Altri ancora, alla ricerca di nuove prospettive, si stanno lasciando coccolare da varie proposte, più o meno politiche. E ancora: consiglieri in carica e appartenenti ad entrambi gli schieramenti, impegnati a trovare nuovi orizzonti. Dopo il 25 settembre si inizierà a tirare una prima linea, svelando nuovi altarini.






