Stamane a scioglimento della riserva della udienza dello scorso 29, il Tribunale della libertà di Messina, ha sostituito la misura della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari (l’accusa contestata è di omicidio stradale aggravato) per il 21enne giarrese che il 5 agosto scorso, a bordo di un suv Porche, mentre percorreva la Tangenziale di Messina, avrebbe causato un incidente stradale, dal quale è derivata la morte di un 62 enne e il ferimento di altri 4.
Ha espresso soddisfazione il difensore dell’arrestato, l’avv Enzo Iofrida, il quale sin da subito aveva ritenuto “eccessiva la misura della custodia in carcere, specie in considerazione della immediata resipiscenza manifestata dal proprio assistito che ha ammesso le proprie responsabilità, dichiarando di essere il conducente di quell’auto e non un semplice trasportato, come inizialmente riferito alla polizia”.
Le indagini, condotte dalla Sottosezione Autostradale di Messina A-20 e coordinate dalla Procura della Repubblica di Messina, hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’incidente stradale che, come detto, ha causato la morte di un 62enne alla guida di una Fiat 600. L’uomo è rimasto schiacciato all’interno dell’abitacolo della sua vettura che era la seconda delle quattro protagoniste dell’impatto.
Secondo l’accusa, il 21enne giarrese viaggiava a forte velocità alla guida di un Suv Porsche, peraltro sprovvisto di copertura assicurativa, che avrebbe tamponato violentemente l’auto sulla quale sedeva la vittima insieme ad altri familiari rimasti lievemente feriti. Il ragazzo, inoltre, era privo di patente, in quanto gli era già stata ritirata, ed in stato di alterazione psicofisica per l’assunzione di stupefacenti.






