Seduta straordinaria del Consiglio comunale sulle strisce blu e sul futuro degli ausiliari della sosta in forza alla società Giarre parcheggi. L’aula, attraverso l’audizione dei legali dell’ente, avvocati Luca Ardizzone e Orazio Scuderi, ha preso atto del differimento di 30 giorni della data di cessazione del rapporto di lavoro e della consegna della concessione del parcheggio multipiano di piazza San Filippo Neri.
Dal dibattito è emerso nettamente che la proroga servirà solo a definire alcune procedure, consentendo al Comune e alla stessa Giarre parcheggi di avviarsi pacificamente alla rescissione del contratto, rimanendo inalterate le posizioni contrapposte. “Ad oggi il licenziamento dei 7 dipendenti è stato confermato e solo posticipato di un mese – ha detto l’assessore Tania Spitaleri, nella sua veste di consigliere comunale – la Giarre parcheggi non ha la solidità strutturale per proseguire la gestione di un servizio fondamentale e strategico come le strisce blu. In questo mese di tempo, ognuno potrà affinare le procedure. Ma il rapporto cessa. Da parte nostra l’imperativo rimane quello della tutela dei lavoratori”. E ieri a conclusione del dibattito consiliare è stato approvato all’unanimità un atto di indirizzo, comprensivo di un emendamento del consigliere Santo Primavera, all’Amministrazione comunale con cui si ribadisce la necessità di tutelare i lavoratori a rischio licenziamento.
E in relazione alla nuova futura gestione delle strisce blu, è stato sollecitato il ripristino della fascia oraria di mezz’ora; la tolleranza di almeno 10 minuti per l’acquisto del tagliando poichè le colonnine di emissione del ticket, spesso sono distanti dall’area di parcheggio; l’istituzione delle tariffe a prezzo agevolato per i residenti e i lavoratori. Nell’emendamento del consigliere Primavera, invece, si chiede di “impegnare l’amministrazione a chiedere al Prefetto la costituzione di un tavolo di crisi per la salvaguardia e tutela dei lavoratori in servizio presso la società Giarre Parcheggi. Ciò nasce dalla considerazione che proprio i lavoratori, parte debole nella controversia, siano utilizzati dalla parte datoriale come grimaldello negoziale nei confronti del comune. La gestione prefettizia permetterebbe pure un controllo esterno su tutta la vicenda”.





