Quasi tutti gli inquilini della palazzina Del rione popolare Rovettazzo hanno riscattato i rispettivi alloggi e il percorso seguito per il risanamento dell’immobile – che è stato dichiarato inagibile – è quello del superbonus. Il Sunia che assiste gli inquilini degli alloggi popolari di via Strada 18, nel felicitarsi per il finanziamento del Pnrr, che mette fine alle annose criticità strutturali degli immobili (3 palazzine del medesimo complesso), attraverso un intervento di ristrutturazione, esprime preoccupazione per i sei nuclei familiari che vivono nell’edificio D che, per le condizioni economiche di alcuni inquilini, tra cui due disabili, non riuscirebbero a sostenere le spese preventivate per l’esecuzione delle indagini di carotaggio, complessivamente circa 8 mila euro. In questo senso, come conferma l’avv.Elena Pulvirenti, funzionario del Sunia, è stato sollecitato un intervento del Comune.
Un tavolo si svolto in municipio, alla presenza del sindaco Leo Cantarella dell’assessore all’Edilizia Residenziale Pubblica, Giusi Savoca, del segretario generale del Sunia, Giusi Milazzo e dell’avv.Elena Pulvirenti, in rappresentanza degli inquilini. “Un confronto serrato nel corso del quale abbiano richiesto al sindaco l’aiuto dell’amministrazione comunale nella consapevolezza delle gravi difficoltà economiche degli inquilini della palazzina D – afferma l’avv.Pulvirenti – le spese per il carotaggio appaiono spropositate. Da qui il nostro accorato appello al sindaco, anche perchè le indagini per il prelievo di campioni di calcestruzzo della palazzina, sono propedeutiche al proseguimento delle procedure per ottenere i fondi del superbonus che, tuttavia – osserva l’avv.Pulvirenti – una volta approvate le pratiche, coprirebbe anche le spese del carotaggio. All’amministrazione – che si è riservata di decidere – chiediamo l’anticipazione della somma richiesta dalla ditta specializzata privata che esegue tale intervento. Oltretutto, nella prospettiva dell’avvio delle opere di demolizione delle altre tre palazzine, è opportuno che l’edificio D venga per prima consolidato”.







