Al via l’udienza preliminare l’inchiesta della Polizia sull’Asm di Taormina che il 3 novembre scorso ha portato alla sospensione del funzionario Santo D’Agostino e 4 imprenditori per la gestione di alcuni appalti relativi all’acquedotto di Taorminal Al vaglio dei giudici l’indagine condotta dalla Polizia sugli appalti all’acquedotto di Taormina.
Si è costituita parte civile l’Asm di Taormina all’udienza preliminare sulla gestione degli appalti relativi all’acquedotto comunale. Ad accendere i riflettori erano state lo scorso novembre guardia di finanza e polizia con una inchiesta he portò cinque misure cautelari interdittive nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili dei reati di peculato, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e violazioni alla normativa in materia di subappalto. Gli inquirenti si concentrarono su presunte anomalie nell’affidamento e nella gestione dei servizi e delle attività afferenti il settore acquedotto dell’azienda.
Figura centrale, secondo la Procura, il funzionario Asm Santo D’Agostino, come detto, attualmente sospeso dal servizio, responsabile del servizio acquedotto, il quale operava, secondo ipotesi d’accusa, con spregiudicatezza e gestendo in maniera personalistica l’articolazione da lui diretta, tanto da fare mercimonio della funzione ricoperta, per ottenere vantaggi personali.
Sono complessivamente 12 gli indagati, e 3 di loro hanno chiesto al GUP Tiziana Leanza di definire la loro posizione in questa fase, attraverso il processo abbreviato fissato al prossimo 22 giugno.
Si tratta di tre imprenditori coinvolti nelle gare per l’affidamento dei lavori o che si erano aggiudicati gli appalti: Vincenzo Caserta (63 anni di Biancavilla), titolare della CaVi; Pietro Monaco (49 anni di Siracusa) legale rappresentante della Mapi; Francesco Cipolla (50 anni di Taormina), amministratore di fatto della Building e Tourist.
Per tutti gli altri, invece, l’udienza preliminare prosegue. Insieme a Santo D’Agostino, è stato richiesto dal PM Rossana Casabona il rinvio a giudizio per: Antonino e Mario De Luca di Giardini Naxos; Alfio Lo Pinto e Giuseppe Sabato di Taormina; Giuseppe Piccolo di Fiumedinisi; Carmelo Portogallo, di Mascali dove ricopre il ruolo di assessore comunale, Salvatore Vercoco di Biancavilla e Antonino Giacona di Mascali.







