Giarre è in dissesto da 2 anni, ma l'amministrazione - tuonano i Revisori - opera disinvolta -
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Giarre è in dissesto da 2 anni, ma l’amministrazione – tuonano i Revisori – opera disinvolta

Giarre è in dissesto da 2 anni, ma l’amministrazione – tuonano i Revisori – opera disinvolta

Il Collegio dei Revisori dei conti e l’Amministrazione di nuovo ai ferri corti. L’organismo di controllo ha bacchettato l’esecutivo comunale reo di avere operato  in maniera disinvolta, non tenendo conto delle rigide misure di un Comune in dissesto. I revisori nella nota indirizzata, tra gli altri, anche al sindaco, ricordano che “al fine di dare impulso e dinamicità ai chiarimenti richiesti sull’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato , si rende necessaria da parte dell’amministrazione, l’applicazione rigida del Tuel (Testo Unico Enti Locali) evitando di proporre determinazioni dirigenziali che provvedono a variare stanziamenti di bilancio ovvero attivare il Fondo Pluriennale Vincolato (F.P.V.)”.

Il collegio rimarca che “l’Ente, opera, attualmente sull’ultimo bilancio approvato (Bilancio di previsione 2017/2019); consequenzialmente, tutte le entrate e correlate spese non contemplate nello strumento contabile, devono essere oggetto di proposta deliberativa consiliare, previo parere del Collegio dei revisori, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 250 Tuel”.

Relativamente, poi,  alla “reimputazione di residui correlate ad entrate riscosse, si deve procedere con proposta deliberativa della Giunta comunale, previo parere del Collegio dei revisori dei conti”. Procedura analoga – si rimarca nella nota firmata dal presidente dell’organo di revisione contabile, Giovanni Meli – deve essere applicata per le reimputazioni contabili con disponibilità. “Appare evidente – annotano i revisori – che tutte le operazioni dispositive poste in essere dall’Ente comunale giarrese,  sbordano dalle regole contabili e zavorrano le operazioni di verifica e controllo delle annualità per le quali viene richiesto l’esame del pre-consuntivo oltre a poter rappresentare illecito disciplinare”.

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