Rubinetti a secco, temperature torride e una protesta che cresce di ora in ora. A Giarre l’emergenza idrica sta assumendo contorni sempre più pesanti, con cittadini esasperati e attività commerciali che, in alcuni casi, sarebbero state costrette persino a chiudere per l’impossibilità di lavorare senza acqua.
Le segnalazioni arrivano da diverse zone della città e raccontano tutte lo stesso scenario: erogazione assente o fortemente insufficiente, difficoltà nel ricevere informazioni e famiglie costrette ad arrangiarsi come possono proprio nei giorni più caldi dell’estate.
Una situazione che diventa ancora più grave per anziani, bambini e persone fragili, ma che sta mettendo in ginocchio anche bar, ristoranti e altre attività per le quali la disponibilità continua di acqua rappresenta una condizione indispensabile per garantire il rispetto delle norme igienico-sanitarie e, semplicemente, poter restare aperti.
E mentre i rubinetti restano asciutti, dal Comune di Giarre continua a pesare un silenzio che diventa ogni ora più difficile da comprendere. In un’emergenza di queste proporzioni i cittadini si aspetterebbero comunicazioni costanti, indicazioni sulle zone interessate, aggiornamenti sui lavori e, qualora il disservizio dovesse protrarsi, l’attivazione di misure straordinarie per garantire l’approvvigionamento almeno alle situazioni più delicate.
Il paradosso è evidente: siamo nel pieno dell’estate, con consumi inevitabilmente più elevati e temperature che rendono l’acqua un bene ancora più essenziale, e una parte della città si ritrova ad affrontare il caldo torrido senza un servizio fondamentale.
Per i commercianti il danno rischia inoltre di essere doppio. Proprio nelle giornate festive, quando le attività dovrebbero beneficiare di una maggiore presenza di clienti, l’assenza d’acqua può rendere impossibile lavorare e trasformarsi in una perdita economica concreta.
Dopo settimane segnate da guasti, perdite lungo le strade, disservizi e proteste contro la gestione SIE, la situazione sembra dunque essere arrivata a un punto di rottura.
Adesso non bastano più rassicurazioni generiche: servono acqua, interventi e informazioni.
Perché trascorrere il Ferragosto con quaranta gradi e i rubinetti a secco non è più un semplice disagio. È un’emergenza. E mentre cittadini e commercianti protestano, il silenzio delle istituzioni rischia di fare ancora più rumore dell’acqua che, nelle case dei giarresi, continua a non arrivare.






