Picchiata e minacciata anche davanti ai figli minori: arrestato il marito 41enne -
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Picchiata e minacciata anche davanti ai figli minori: arrestato il marito 41enne

Picchiata e minacciata anche davanti ai figli minori: arrestato il marito 41enne

Su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica, la Polizia di Stato di Catania ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare personale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, nei confronti di un cittadino australiano.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal GIP, ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, l’uomo, 41enne, è gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti aggravati dall’essere stati commessi in presenza dei figli minori e di lesioni personali aggravate, ai danni della moglie.

Il provvedimento, che dispone gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, è scaturito da rapide attività investigative di tipo tradizionale, condotte dal personale specializzato della III Sezione Investigativa “Reati contro la persona, sessuali e in pregiudizio di minori” della Squadra Mobile della Questura di Catania.

L’attività investigativa ha preso avvio da una segnalazione trasmessa, tramite il Servizio Centrale Operativo, dalle autorità australiane, nell’ambito dei canali di cooperazione internazionale di polizia. La comunicazione riguardava una donna trasferitasi in Italia, che sarebbe stata vittima di maltrattamenti da parte del marito sia in Australia sia nel territorio italiano.

Gli accertamenti svolti hanno delineato, sul piano della gravità indiziaria, un quadro caratterizzato da reiterate condotte vessatorie nei confronti della donna. In particolare, l’uomo avrebbe dato luogo a frequenti e violenti litigi per futili motivi, durante i quali avrebbe colpito la moglie con schiaffi, provocandole lesioni successivamente refertate, rivolgendole ripetuti insulti e frasi denigratorie e formulando gravi minacce verbali, anche di morte. Tali condotte si sarebbero verificate anche in presenza dei due figli minori della coppia, rispettivamente di 2 e 4 anni.

Le dichiarazioni della persona offesa, dettagliate e caratterizzate da una ricostruzione cronologica coerente, hanno descritto non episodi isolati, ma una successione di comportamenti aggressivi, sia fisici sia verbali, verificatisi in tempi e luoghi diversi. Alle condotte contestate si sarebbero aggiunti atteggiamenti di controllo economico, limitazioni della libertà personale, minacce di sottrarle i figli e continue svalutazioni delle sue capacità genitoriali.

L’uomo, già destinatario in Australia di un provvedimento restrittivo per fatti di violenza domestica, si era trasferito in Italia il 31 luglio 2026 insieme alla moglie e ai due figli minori. Dopo l’arrivo, la donna lo avrebbe più volte denunciato per maltrattamenti. L’ultimo episodio segnalato, in ordine cronologico, risale al 21 settembre 2026, quando l’uomo l’avrebbe percossa, colpendola al volto e trascinandola in bagno, dove le avrebbe immerso la testa nel water fino a farle perdere i sensi.

A corroborare il quadro indiziario hanno contribuito la reiterazione delle denunce, le ripetute richieste di intervento da parte di persone estranee alla coppia, le constatazioni effettuate dagli operatori di polizia e la documentazione sanitaria relativa alle lesioni riportate dalla donna. Quest’ultima ha riportato, tra l’altro, un trauma contusivo cranio-facciale e cervicale e una frattura delle ossa nasali, con prognosi rispettivamente di 8 e 30 giorni.

Il complesso degli elementi raccolti, unitamente alle condotte descritte come dispotiche, oppressive e violente e alle informazioni relative all’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti da parte dell’indagato, ha consentito all’autorità giudiziaria di ritenere sussistente un grave quadro indiziario e di disporre la misura cautelare.

L’uomo è stato rintracciato dalla Polizia di Stato a Catania, nei pressi di piazza Bovio. Al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la struttura ricettiva in cui alloggiava, a disposizione dell’Autorità giudiziaria procedente.

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