È scomparso all’età di 86 anni Giuseppe Scuderi, figura legata a una stagione importante della vita culturale del comune dell’Alcantara, quando il cinema era luogo di incontro, socialità e memoria collettiva.
Il nome di Giuseppe Scuderi resta associato alla storia del cinema francavillese, a un tempo in cui il paese contava diverse sale: dal cinema Comunale di Piazza Annunziata al Mignon di via Napoli, fino al Garden e a Le Palmare, poi trasformato nel cine-teatro Laudani.
Erano anni in cui la proiezione di un film rappresentava molto più di uno spettacolo: era un appuntamento atteso, un rito popolare, un’occasione per ritrovarsi e condividere emozioni davanti al grande schermo.
Al cine-teatro Laudani, ma anche al Garden, Scuderi visse per anni il cinema da vicino: tra la sala, dove controllava gli ingressi in un’epoca di espedienti e accessi clandestini, e la cabina di proiezione, cuore tecnico dello spettacolo.
La sala Laudani, già appartenuta a Luigi Laudani — storico imprenditore scomparso nel 2014 e gestore di diversi cinema — è oggi di proprietà comunale e intitolata al tenore Arturo Ferrara, ma resta chiusa nonostante i suoi settecento posti. In quella storia, Scuderi lasciò il segno con un lavoro silenzioso e competente.
Dietro il raggio di luce che attraversava la sala e dava vita alle immagini, c’era anche il suo lavoro attento: preparare le pellicole, seguire la riproduzione, garantire che ogni serata scorresse senza intoppi.
A volte, però, la proiezione si interrompeva: la pellicola si spezzava e in sala scoppiavano proteste, tra urla, fischi e sedili di legno scossi con forza, mentre gli improperi finivano sull’incolpevole Scuderi.
Immagini che richiamano alla memoria il capolavoro “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore.
Per generazioni di spettatori, quelle sale furono luoghi familiari, spazi nei quali si cresceva, ci si incontrava e si costruivano ricordi. In quella storia, spesso fatta di nomi poco celebrati ma essenziali, Giuseppe Scuderi occupa un posto significativo: quello di chi ha contribuito, con il proprio impegno quotidiano, a mantenere viva una passione condivisa.
La sua scomparsa riporta quindi alla memoria una stagione ormai lontana, quando Francavilla poteva contare su una vivace realtà cinematografica e il cinema rappresentava uno dei cuori pulsanti della comunità.
Ricordare Giuseppe Scuderi significa riportare alla mente un mondo di pellicole, sale immerse nel fumo di sigaretta, profumo di arancini, manifesti, attese all’ingresso e lunghi pomeriggi davanti al grande schermo: dalle risate con Franco e Ciccio e il ragionier Fantozzi ai film più impegnativi, come la saga de “Il Padrino”, fino alla fantascienza, al thriller e al musical: frammenti della memoria sentimentale del paese.
Alla famiglia e a quanti gli hanno voluto bene giungano sentimenti di cordoglio e vicinanza.
Luigi Lo Presti







