Accadde 300 anni fa: 1726, il vescovo di Catania, Alessandro Burgos, “comes Mascalarum”, naufraga sul litorale di Mascali e muore a Catania qualche giorno dopo, il 20 luglio -
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Accadde 300 anni fa: 1726, il vescovo di Catania, Alessandro Burgos, “comes Mascalarum”, naufraga sul litorale di Mascali e muore a Catania qualche giorno dopo, il 20 luglio

Accadde 300 anni fa: 1726, il vescovo di Catania, Alessandro Burgos, “comes Mascalarum”, naufraga sul litorale di Mascali e muore a Catania qualche giorno dopo, il 20 luglio

Breve fu il vescovato di Alessandro (al secolo Giovanni Battista Francesco) Burgos (nato a Messina il 26 dicembre 1666), dal 20 febbraio al 20 luglio del 1726, data, quest’ultima, della sua morte. Il vescovo Alvaro Cienfuegos, suo predecessore, non aveva potuto dimostrare la legittimità del titolo di “Conte di Mascali” (titolo mai concesso, ma autoattribuito a se stessi dai Vescovi di Catania a fine XVI secolo); tuttavia, Alessandro Burgos non stette a cavillare e, visto che quel potere esercitava, comunque, di fatto, nella lettera pastorale che scrisse (indirizzandola al clero e al popolo) dopo la consacrazione alla cattedra catanese, e fatta stampare, in quello stesso anno, in aperto foglio in Roma e, poi, presso Antonio Bartolo, di Venezia, enumerò, accanto al suo nome, tutti i titoli di cui poteva fregiarsi e, fra questi, anche quello di “comes Mascalarum”: “Fr. Lud. Burgos et Ivaglies ord. min. s. Francisci conventualium Dei et Apostolicae Sedis gratia Episcopus Catanensis ss. dd. nn. Prelatus domesticus et pontificio solio assistens S. Ces. Maiestatis a consiliis comes Mascalarum almae studiorum Universitatis totius Regni Siciliae Magnus Cancellarius, Dilectis in Christo fratribus ac filiis, clero et populo catanensi salutem: in fol. Aperto, Romae, 1726 er iterum Venetiis, apud Antonium Bartolum, 1726”.

Sul breve vescovato del Burgos e sul suo naufragio sul litorale di Mascali poco prima di morire, ci ha lasciato relazione, nel 1829, il “Regio Storiografo della Sicilia” (così ebbe a insignirlo re Francesco I di Borbone) Francesco Ferrara: “dismesso da arcivescovo di Morreale il cardinale del Giudice, Cenfuegos vi passò, ed il Capitolo sede-vacante fece vicario D. Giovanni Rizzari finché l’imperadore presentò Burgos che consacrato in marzo 1726 dell’anno stesso venne a Catania il 5 luglio. Alessandro Burgos nato a Messina, e fatti i suoi studj in Sicilia monaco dell’ordine dei minori conventuali di s. Francesco divenne per il suo sapere uno dei più distinti personaggi del suo tempo. Fu a Bologna professore di Teologia, di Filosofia, e di Rettorica. Ascritto fra gli arcadi fu professore di storia ecclesia sita a Perugia, e di eloquenza nella sapienza a Roma. La repubblica di Venezia lo chiamò per professore a Padova con il soldo di 400 scudi, ed ivi sostenne con gran decoro la cattedra per 14 anni, ed acquistò molta fama per le sue opere di vario argomento, e per le sue poesie italiane, e latine. Partendo da Padova per nostro vescovo indirizzò al governo veneto una grande memoria latina, e ne ebbe in premio onze 400 per le spese del viaggio. Giunto a Messina dopo avere ricevuto i dovuti onori dai suoi concittadini con due legni partì per Catania. Presso Taormina una fiera tempesta sparse su di essi gli orrori del naufragio; chiusa ogni altra strada di salvezza fu dato libero il corso, e sbalzati vennero sulle spiagge di Mascali. Debole di sua natura, e poco sano il vescovo mancando di forze si vide quasi oppresso dai mali di quel disastro. In una sedia coverta alcuni pietosi marinai lo portarono sulle spalle sino a Catania dove entrò la notte dei cinque luglio di quell’anno 1726 nel tempo che il senato alla marina avea fatto innalzare un superbo ponte di legno per riceverlo, e che preparate eransi molte feste. La febbre lo assalì con nuova forza. Vicino alla morte chiese i sacramenti; i catanesi per il desiderio di salvarlo portarono intorno al suo letto tutte le sacre reliquie della città. Morì il dopo pranzo del giorno 20 di quel mese stesso nella età di quasi 60 anni”.

Per i puntuali riferimenti bibliografici e per altre valutazioni storiche su questo episodio, il mio: Antonino Alibrandi, “Mascali e il suo territorio – La Storia – Dai Bizantini a Carlo III di Borbone (535-1759)”, Amazon, Leipzig, 2023.

Antonino Alibrandi

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