Se non ci fossero in ballo bollette esasperate, rubinetti a secco e cittadini esausti, ci sarebbe quasi da ridere. La vicenda della risoluzione del contratto con la SIE, infatti, ha regalato uno dei siparietti politici più surreali degli ultimi anni, trasformando un tema serissimo in una commedia.
La giornata di ieri si apre con un appello del presidente del Consiglio comunale, Giovanni Barbagallo, che invita pubblicamente il sindaco Leo Cantarella ad avere coraggio e a votare per la risoluzione della convenzione con SIE, seguendo il malcontento diffuso dei cittadini e la posizione che si stava consolidando tra i sindaci della provincia. Per qualche ora sembra persino che la politica giarrese riesca a trovare una rara sintesi.
All’Assemblea dell’ATI Idrico, infatti, il Comune di Giarre è rappresentato dal vicesindaco Claudio Raciti, delegato dal sindaco Cantarella, assente. Arriva il voto.
E Raciti vota esattamente come auspicato da Barbagallo e, soprattutto, come fanno 46 sindaci della provincia, schierandosi a favore della risoluzione del contratto con SIE. Sembrava finita lì. Sembrava. Perché in serata accade l’impensabile.
Alle 21.58, quando la votazione è ormai conclusa e il Comune di Giarre ha già espresso ufficialmente la propria posizione, sulla pagina istituzionale del sindaco compare un lungo comunicato che sembra provenire da un universo parallelo.
Cantarella attacca il presidente del Consiglio, definendo il suo appello “propaganda” e “campagna elettorale”, ma soprattutto spiega di essere contrario a una “risoluzione al buio. I disservizi di SIE sono sotto gli occhi di tutti… ma interrompere il contratto senza un sostituto pronto sarebbe una follia amministrativa”.
Tradotto: il sindaco lascia intendere che lui non avrebbe votato la risoluzione. Peccato che… il suo Comune l’avesse già votata. Per mano del suo delegato. Il suo vicesindaco.
Insomma, Giarre riesce nell’impresa di sostenere contemporaneamente due tesi opposte: il Comune vota per rescindere il contratto, mentre il sindaco spiega ai cittadini perché, secondo lui, rescinderlo sarebbe un errore. Una situazione talmente paradossale da far sorgere una domanda inevitabile: ma sindaco e vicesindaco si erano parlati prima dell’assemblea?
Se sì, qualcuno dei due ha cambiato idea senza avvisare l’altro. Se no, il problema è forse ancora più grave.
Interpellato sulla vicenda, Claudio Raciti ha fugato ogni dubbio sulla propria scelta: “Ho deciso di votare per la risoluzione, allineandomi alla larghissima maggioranza dei sindaci”. Una dichiarazione limpida che, però, certifica la distanza politica con il sindaco.
A quel punto non poteva mancare la replica di Giovanni Barbagallo, chiamato direttamente in causa dal post del primo cittadino. E il presidente del Consiglio non usa certo il fioretto ma direttamente la sciabola.
“Il sindaco Leo Cantarella evidentemente non sa nemmeno come ha votato il suo delegato. Pur di attaccarmi arriva addirittura a smentire pubblicamente il voto espresso dal Comune di Giarre e dimostra di essere favorevole, nonostante tutti i problemi arrecati ai cittadini, al mantenimento della SIE.” Poi l’affondo.
“La verità è che il sindaco non sa neanche dove sta di casa. Non parla con le forze politiche, non studia i dossier e non si accerta nemmeno delle posizioni assunte dal Comune che rappresenta insieme agli altri sindaci del territorio. Da cinque anni il suo pressappochismo e la sua pavidità stanno trascinando Giarre verso il baratro. Al contrario, rivolgo un plauso al vicesindaco Raciti, che ha dimostrato autonomia di giudizio e buon senso votando insieme alla quasi totalità dei sindaci della provincia.”
Al netto delle polemiche, resta una vicenda che fotografa perfettamente il momento politico di Palazzo di Città. Una città con il servizio idrico nel caos. Un Comune che vota in un modo.
Un sindaco che poche ore dopo spiega perché avrebbe votato nell’altro. E un vicesindaco che, di fatto, finisce per smentire pubblicamente il proprio primo cittadino. Più che una strategia politica, sembra una puntata de “la corrida”. Dilettanti allo sbaraglio.
E mentre i cittadini continuano a fare i conti con bollette incomprensibili, perdite idriche e disservizi quotidiani, a Giarre si scopre un nuovo modo di amministrare: avere due posizioni contemporaneamente sulla stessa votazione. Del resto, la coerenza è importante. Ma l’originalità, evidentemente, ancora di più.






