"Birth is a dream": 40 scatti nella sede di Gru, in via Sartori, sul dramma della mortalità materna in Africa" -
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“Birth is a dream”: 40 scatti nella sede di Gru, in via Sartori, sul dramma della mortalità materna in Africa”

“Birth is a dream”: 40 scatti nella sede di Gru, in via Sartori, sul dramma della mortalità materna in Africa”

Oggi, venerdì 19 e sabato 20 giugno, dalle 18:30 alle 23, nella sede di Gru, in via Sartori 20, sarà allestita la mostra fotografica dal titolo Birth is a dream, una selezione di 40 scatti di Paolo Patruno costruito tra Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Malawi, Marocco, Mozambico, Uganda e Zimbabwe, per portare alla luce il dramma invisibile della salute materna in Africa: una tragedia quotidiana e silenziosa che uccide quasi 200.000 donne ogni anno.

Paolo Patruno è un fotografo e filmmaker documentarista. Ha viaggiato per anni attraverso l’Africa, documentando temi che riguardano i diritti umani e l’assistenza sanitaria. Ha lavorato in collaborazione con diverse Ong e Organizzazioni Internazionali, tra cui Amref, Save The Children, United Methodist Women, London School of Hygiene & Tropical Medicine e molte altre. I suoi lavori hanno ricevuto premi e riconoscimenti a livello internazionale.

Parlare di salute materna in Africa non significa raccontare soltanto una carenza di ospedali, farmaci o personale sanitario. Significa entrare in un universo fatto di distanze impossibili, tradizioni radicate, povertà strutturale e relazioni di potere che spesso relegano le donne ai margini delle decisioni sulla propria salute. Ciononostante, accanto a queste fragilità, esistono reti di resilienza: ostetriche, infermiere, comunità locali e famiglie che lottano ogni giorno per proteggere la vita.

Il titolo “La nascita è un sogno” riflette così sia l’aspirazione che l’ingiustizia. Per molte donne, un parto sicuro è ancora un sogno lontano, qualcosa di incerto e desiderato: “Quando inizia il travaglio non sappiamo se sopravviveremo. Solo Dio può aiutarci ad avere un parto sicuro”. Raccontare queste storie significa ribadire che una maternità sicura non debba essere un privilegio, ma un diritto umano fondamentale.

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