Giarre, servizi per le famiglie, l’ennesima beffa: il Comune non spende i fondi del Ministero -
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Giarre, servizi per le famiglie, l’ennesima beffa: il Comune non spende i fondi del Ministero

Giarre, servizi per le famiglie, l’ennesima beffa: il Comune non spende i fondi del Ministero

Il Comune di Giarre non riesce a spendere i soldi assegnatigli dal Ministero della famiglia ed è costretto a restituire parte del finanziamento. Si tratta di una erogazione di 28mila euro circa assegnata dal Ministro per la Famiglia direttamente ai Comuni per il potenziamento dei servizi socio educativi territoriali, dei centri estivi diurni e dei centri con funzione educativa e ricreativa.

L’Amministrazione comunale aveva destinato questo contributo a tutti quegli Enti (scuole dell’infanzia paritarie, scuole primarie e scuole di ogni ordine e grado parificate, gli enti del Terzo settore, le imprese sociali e gli enti ecclesiastici dotati di personalità giuridica) che avessero svolto attività inerenti servizi socio educativi e centri estivi.

Il periodo di riferimento stabilito da un Decreto del Ministro per la Famiglia era dal 1° giugno al 31 dicembre 2025. Agli enti organizzatori aventi diritto è stata liquidata la somma totale di € 6.261,26. I restanti € 22.636,21, che potevano essere attribuiti alle famiglie che avevano fruito di servizi socio educativi o di centri estivi e che, di certo, sarebbero stati d’aiuto, non essendo stati spesi sono stati restituiti al Ministero, una beffa per le famiglie giarresi.

Che dire? L’amministrazione avrebbe dovuto vigilare ed evitare disfunzioni che potevano far perdere preziose risorse in un periodo in cui le famiglie sono tartassate dall’aumento dei costi dell’energia che si ripercuote su tutto il paniere della spesa.

Tra l’altro, anche in vista delle future elezioni l’amministrazione comunale aveva tutto l’interesse a concedere contributi alle famiglie. E, invece, neanche questo. La restituzione di queste somme fa pensare ad una amministrazione distante dagli uffici comunali, dalla distribuzione dei carichi di lavoro dei pochi dipendenti rimasti.

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