Acireale, scoperto caseificio abusivo e in pessime condizioni igienico–sanitarie -
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Acireale, scoperto caseificio abusivo e in pessime condizioni igienico–sanitarie

Acireale, scoperto caseificio abusivo e in pessime condizioni igienico–sanitarie

Nell’ambito delle attività finalizzate a prevenire ogni forma di illegalità diffusa, il Comando Provinciale Carabinieri di Catania ha disposto un piano straordinario di controllo, con l’obiettivo di aumentare i livelli di sicurezza reale e percepita da parte dei cittadini.

In tale ottica, in serata, è stato svolto un servizio congiunti tra Arma territoriale, in particolare i militari della stazione di Acireale, e il Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Catania, al fine di accertare il rispetto delle norme igienico sanitarie in aree soggette a particolare degrado urbano.

I militari dell’Arma hanno sottoposto a controllo un caseificio, ubicato in via Tupparello ad Acireale, disponendo al termine dell’ispezione la cessazione dell’attività. L’attività, infatti, è risultata completamente abusiva ed in pessime condizioni igienico – sanitarie.

Il titolare, un 72enne di Acireale e già noto alle Forze dell’Ordine per pregresse vicende giudiziarie, è stato sanzionato amministrativamente per un importo complessivo di 4.500 euro. Nella circostanza gli operanti hanno sequestrato 250 kg circa di prodotti caseari e 40 litri di latte.

Altro intervento significativo, effettuato nell’ambito del medesimo servizio, riguarda la denuncia di una 39enne del posto, fermata mentre circolava in sella ad uno scooter, per il quale è stato accertato come il mezzo fosse privo dei requisiti di circolazione ed assicurativi, mentre lei non aveva la prevista patente di guida.

Ebbene, durante le operazioni di verbalizzazione, la donna ha inveito reiteratamente e in maniera grave nei confronti dei Carabinieri operanti i quali, sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionali e ferma restando la presunzione di innocenza valevole ora e fino a condanna definitiva l’hanno deferita all’Autorità Giudiziaria per il reato di “oltraggio a Pubblico Ufficiale”.

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