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“La Valle dell’Alcantara, le vie di terra e di acqua”

“La Valle dell’Alcantara, le vie di terra e di acqua”

Si è svolto, sabato scorso 6 maggio, nella cittadina dell’Alcantara, presso la Sala della Colonna di Palazzo Cagnone, il Convegno distrettuale della Fidapa BPW Italy dal titolo “La Valle dell’Alcantara, le vie di terra e di acqua”, promosso e organizzato dalle sezioni di Francavilla di Sicilia e Barcellona Pozzo di Gotto, in collaborazione con il Parco Archeologico Naxos Taormina e il Parco Fluviale dell’Alcantara.

La Valle dell’Alcantara si conferma quindi, ancora una volta, un grande attrattore culturale: aree archeologiche, paesaggi fluviali, antiche vie di terra e corsi d’acqua, “luoghi dell’anima” dalle molteplici potenzialità turistiche in larga parte inespresse, ma in grado di promuovere, se adeguatamente valorizzati e protetti, nuove opportunità di sviluppo per un territorio ad elevato interesse storico, paesaggistico e dalla forte identità.

A dare il benvenuto ai relatori e al numeroso pubblico in sala, la presidente della sezione Fidapa francavillese, Paola Scaramozzino, la quale ha spiegato che l’evento fa seguito al precedente convegno svoltosi a Tripi lo scorso novembre, «perché in fondo l’obiettivo è anche quello di accendere i riflettori sui siti archeologici minori; peraltro, uno dei compiti che la nostra federazione si prefigge da sempre è la valorizzazione del territorio».

Parole di apprezzamento per l’iniziativa sono state espresse dalla presidente della sezione Fidapa di Barcellona P.G., dott.ssa Adriana Cicirella, che ha evidenziato il ruolo, sempre più crescente, degli enti locali nell’attivazione di politiche volte alla salvaguardia del patrimonio storico-naturalistico, e dal sindaco di Francavilla di Sicilia, Vincenzo Pulizzi, il quale, dopo aver sottolineato l’importante contributo fornito dalle associazioni in genere nell’attività di promozione di una cittadinanza attiva, ha richiamato brevemente alla memoria le fasi che hanno portato all’inaugurazione del Museo archeologico di Francavilla, avvenuta nell’ottobre del 2020 in un contesto drammatico a causa della pandemia.

Ad aprire i lavori, coordinati dalla dott.ssa Grazia Salamone, la direttrice del Parco archeologico Naxos Taormina, Gabriella Tigano, che ha definito il territorio gestito dalla prestigiosa istituzione tecnico-scientifica, «unico, plurale e irripetibile, un patrimonio che nonostante i secolari processi di antropizzazione promuove esperienze di visita che possiamo definire memorabili»; nel suo intervento l’archeologa ha ripercorso la storia del Parco, nato nel 2007, le cui origini affondano «nei programmi di tutela e ricerca promossi negli anni Cinquanta del secolo scorso da soprintendenti “illuminati” in un momento di rinascita, ma anche di rottura e di profonda trasformazione del territorio, quale fu il secondo dopoguerra; nella Sicilia orientale questa fase è legata indissolubilmente a Luigi Bernabò Brea, dal 1941 Soprintendente alle Antichità di Siracusa, che con grande lungimiranza avviò indagini nei più importanti siti dell’isola sfruttando i copiosi finanziamenti messi a disposizione dalla Cassa per il Mezzogiorno per favorire lo sviluppo turistico. Per la futura nascita del Parco – ha continuato la relatrice – sono stati determinanti gli scavi sistematici avviati nel 1953, proseguiti nel 1964 con regolarità fino ad oggi, con il contributo scientifico di Paola Pelagatti e Maria Costanza Lentini, un’attività di ricerca che è stata fondamentale per la perimetrazione della città antica (Naxos) che probabilmente si estendeva su un’area di ottanta ettari».

In seguito, l’archeologa ha illustrato, con l’ausilio di slides, l’evoluzione del Parco (che dal 2017 gode di autonomia contabile), descrivendone lo sviluppo territoriale e l’assetto organizzativo-gestionale, «profili importanti per una corretta fruizione e valorizzazione del patrimonio, nonché per innescare processi virtuosi di crescita identitaria e turistica».

La direttrice del Parco si è poi soffermata sulle caratteristiche del sito archeologico di Francavilla che, a breve, come annunciato dalla stessa dott.ssa Tigano, sarà interessato probabilmente da una nuova campagna di scavi, e sulle circostanze che portarono alla sua scoperta («segnalazione fatta nel 1979 da ragazzi di Francavilla»); la stessa, ha inoltre ricordato la realizzazione nel 2008 del primo “Antiquarium”, frutto di una proficua collaborazione tra il Comune e il Parco, poi proseguita fino ad arrivare al M.A.FRA. (Museo archeologico di Francavilla di Sicilia).

“Le vie di terra e di acqua”, è stato l’argomento trattato in modo appassionato da Carmelo Magaraci, guida naturalistica dell’Ente Parco Fluviale dell’Alcantara, il quale, servendosi di immagini, ha descritto l’area geografica attraversata dal corso d’acqua (monti Nebrodi, Peloritani, edificio vulcanico dell’Etna), il bacino idrografico, le origini del fiume, il percorso, gli affluenti, e alcuni aspetti geomorfologici presenti lungo il tratto fluviale: formazioni laviche a “canna d’organo”, a “ventaglio” o a “catasta di legna”, originate dall’incessante scorrimento dell’acqua e dal lento raffreddamento del magma; mostrate anche interessanti illustrazioni fotografiche raffiguranti vetuste trazzere lastricate, palmenti rupestri, vecchi mulini abbandonati, antichi ponti in muratura, alcuni ancora esistenti (ponte di Mitogio, ponte San Nicola), altri in rovina.

A conclusione del suo intervento, Carmelo Magaraci ha manifestato l’urgenza di un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni sulle tematiche ambientali.

La professoressa Elena Santagati, docente di Storia greca presso il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università di Messina, curatrice scientifica del Museo archeologico “Santi Furnari” di Tripi, intervenendo al convegno in modalità telematica, ha messo in rilievo l’assonanza che lega i centri di Francavilla e Tripi (l’antica Abakainon), due zone geografiche (costa tirrenica e costa ionica) che probabilmente in antichità «condivisero la gestione delle merci», attraverso una direttrice che all’epoca rappresentava una sorta di via di terra breve e, al contempo, più sicura rispetto al passaggio nell’area dello stretto di Messina.

Per la docente, alla luce di quanto raccontato dallo storico Erodoto, «molti elementi ci inducono a ritenere Francavilla l’antica Kallipolis», indizi che dovranno comunque essere suffragati da studi approfonditi e da nuove indagini archeologiche.

Il successo dell’iniziativa è stato suggellato, a conclusione della riunione, dalla visita al Museo archeologico, sito all’interno di Palazzo Cagnone, un viaggio affascinante, indietro nel tempo, alla scoperta della Francavilla greca, con una guida d’eccezione: la dott.ssa Maria Grazia Vanaria, archeologa del Parco Archeologico Naxos Taormina.

Luigi Lo Presti

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