La misura è colma al cimitero di Giarre. E, a giudicare dai risultati i sindaco Leo Cantarella non sembra riuscire a mantenere dritta la barra sulla gestione dell’ente. Troppe volte è stato smentito dai suoi dirigenti. Numerosi i casi in cui il sindaco, per suo carattere mite, ha lasciato correre.
Lo ha fatto persino dinanzi a situazioni di evidente imbarazzo: le segnalazioni alla Procura della dirigente tecnica Pina Leonardi, sulla gestione della Polizia locale con evidenti scollamenti interni, su lavori di bitumazione stradale eseguiti in luoghi come la strada 164, in piena campagna, nella gestione dei rapporti interpersonali con la dirigente dell’Area tecnica.
E, in questi giorni sono saltati fuori paradossi incredibili. Sullo sfondo muri di gomma, stucchevoli rimpalli, spallucce a go-go, sciatteria amministrativa. Il sindaco Leo Cantarella, la scorsa settimana, dopo la scoperta di una bara che, dallo scorso 16 ottobre, attende il seppellimento, aveva ottenuto precise rassicurazioni dagli uffici sul fatto che entro lo scorso martedì sarebbe stato eseguito il seppellimento.
E invece ha vinto la burocrazia. Peggio ancora. Ha vinto la linea oltranzista di qualche dirigente che alza il tiro, mettendo in atto una sfida che rischia, nella migliore delle ipotesi, di ridicolizzare il ruolo del sindaco.
Il feretro, infatti, si trova ancora custodito in quella cappella angusta, esposto agli effetti dell’umidità che trasuda dai muri. Di più. All’ufficio del cimitero, a quanto pare, non è ancora pervenuta la disposizione di sepoltura, un provvedimento che sarebbe stato solo annunciato a voce. E così gli addetti sono rimasti in attesa di comprendere come comportarsi. Pare sia necessario chiamare una ditta esterna privata per le operazioni di scavo e nessuno pare sia intenzionato a pagare il lavoro. Si scopre poi che, oltre al caso della cassa funebre che da due mesi attende la sepoltura, altre sono in attesa nella camera mortuaria. Salme di indigenti che stazionano per settimane prima di trovare degna sepoltura in quel campo comune del cimitero, nel quale, si è appreso, non vi sarebbero più posti. E ad oggi nessuno ha dato disposizioni perchè si provveda ad individuare nuovi spazi di sepoltura. A questo si aggiunge persino la mancanza delle croci con i numeri, poichè ogni fossa deve essere contraddistinta da un cippo di pietra calcarea, in forma di croce greca, portante la esatta indicazione del posto.
E nell’area monumentale, all’ingresso del cimitero comunale, è impossibile sfuggire all’orripilante visione di un’altra storica cappella, con sepolture che risalgono al 1800. Un’ala dell’edificio che ospita decine di loculi, è totalmente crollata.
All’origine del cedimento ci sarebbe un imprevisto e intenso afflusso d’acqua piovana. La porta d’ingresso della cappella aperta, e quindi pienamente accessibile da chiunque, mostra un indecente sfacelo: decine di feretri distrutti, ammassati uno sull’altro. Per ripristinare il decoro e la salute pubblica c’è ancora tempo. Il tempo lungo dell’eternità.







