Una misura eccezionale, mai adottata finora. In occasione della Giornata Nazionale del 18 settembre, AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica – lancia un contributo straordinario per i propri soci: tutti i fondi raccolti con l’iniziativa saranno utilizzati per alleviare le conseguenze del caro energia. Mascali è una delle tante piazze d’Italia.
L’appuntamento è per il 18 settembre quando, con lo slogan “un contributo versato con gusto”, per la XV edizione della manifestazione, che ha tutti gli ingredienti per segnare un vero e proprio record.“Una straordinaria gara di generosità che – afferma l’assessore alla Cultura, Veronica Musumeci – va ben oltre al solo donare, ma ci riporta al senso più profondo di essere comunità.
Ancora una volta si illumineranno di verde un monumento o un edificio, accendendo così i riflettori sulla SLA, una malattia le cui cause sono ancora sconosciute e senza una terapia in grado di guarire.
A Mascali sarà illuminato il nostro municipio, mentre in piazza Duomo, sarà allestito un apposito stand, un altro sarà attivo anche a Ragalna, in piazza Cisterna, che organizza anche la prima edizione della Marcialonga per la ricerca “#FAMILYRUnGALNA”, in collaborazione con Aisla Area Vasta Sicilia Orientale”.
Acquistando una bottiglia di Barbera d’Asti DOCG e DOCG Superiore, con un contributo minimo di 10,00 euro si potrà sostenere i progetti di AISLA. I fondi raccolti sono indubbiamente “un contributo versato con gusto”.
“Forse non tutti sanno che il corpo di un malato di Sla – afferma Cristina Andó consigliere del Direttivo AISLA Area Vasta Sicilia Orientale – è intrappolato dentro una gabbia tutt’altro che dorata. Rimangono vivi i pensieri, le emozioni, le sensazioni, ma si perde la capacità di attuare anche il più semplice gesto quotidiano.Provate semplicemente a immaginare quanto sforzo richieda affrontare ogni singolo giorno, fatica fisica, ma soprattutto psicologica e mentale per chi giornalmente combatte contro la malattia.
A loro non serve la nostra commiserazione, né pietà. La ricerca – soggiunge – è l’unica linfa vitale a nostra disposizione, spesso non troppo valorizzata da chi di dovere, quando dovrebbe invece essere una priorità; non bisogna mai perdere la speranza che le cose possano volgere al meglio. Concedere maggiore dignità a chi affronta la sfida di una malattia che non si sceglie di avere è un dovere da parte di tutti”.






