Futuro tutto da decifrare per due importanti infrastrutture giarresi, il parco comunale Jungo di corso Europa, chiuso da lunghi mesi e dichiarato inagibile e il teatro incompiuto di via don Tommaso Leonardi che rimane imprigionato nella burocrazia comunale tra contenziosi, rescissione di contratti e finanziamenti congelati. Privo di vigilanza e con le recinzioni esterne divelte, il parco comunale Jungo, per lunghi anni fiore all’occhiello della città per la cura del verde, per i servizi offerti dalla ludoteca e per quell’anfiteatro gremito in estate in occasione di eventi musicali e teatrali di spessore, è tristemente diventato il simbolo dell’abbandono. Il futuro del parco Jungo rimane appeso a quel lungo, incerto, iter procedurale avviato nei mesi scorsi con l’interlocuzione con l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone.
La Regione ha richiesto un progetto esecutivo ma l’amministrazione non ha ancora provveduto a trasformare il progetto di fattibilità in esecutivo, in questo quadro si rende necessario affidare un incarico esterno ad uno strutturista per la verifica e il collaudo delle tribune dell’anfiteatro e le relative calcolazioni statiche per la realizzazione del nuovo blocco dei servizi igienici. Opportuna e imprescindibile anche la verifica degli impianti elettrici esistenti e da realizzarsi (preventivata una spesa di 15 mila euro).
Per il progetto di rifunzionalizzazione, lo stanziamento richiesto alla Regione, ammonta a 1,6 milioni di euro. Il parco comunale di corso Europa si presenta, dismesso con i servizi igienici inagibili. E con essi l’anfiteatro e i locali accessori. La sottostante ludoteca che si affaccia sull’area ludica è stata invece distrutta da un incendio doloso, appiccato da ignoti, alla vigila di un intervento di riqualificazione. A rischio vandalizzazione continuano invece a rimanere i giochi per bambini collocati nei mesi scorsi e rimasti impacchettati e mai usati e che andrebbero certamente protetti da nuove incursioni vandaliche che potrebbero comprometterli definitivamente.
Per il teatro incompiuto, invece, l’intento dell’amministrazione rimane quello di azzerare tutte le procedure attraverso una nuova progettazione esecutiva, usufruendo di una somma complessiva di 1,5 milioni di euro (parte dell’importo deriva dal residuo del progetto originario del Contratto di quartiere). Fonti qualificate dell’Ufficio legale del Comune rivelano che con la rescissione del contratto con l’impresa che ha sospeso i lavori del teatro, l’amministrazione è intenzionata a procedere alla nomina di un nuovo direttore dei lavori, per predisporre la contabilità aggiornata sui lavori fin qui eseguiti e quelli da realizzarsi per il completamento dell’opera.






