L’assessorato regionale delle Autonomie locali, dopo la pausa forzata delle elezioni amministrative, ha trasmesso una nuova nota indirizzata al sindaco, al segretario generale dell’Ente e alla Procura regionale della corte dei conti, nella quale si ribadisce il pronunciamento del Tar, ovvero l’inammissibilità del ricorso con il quale, la precedente amministrazione, aveva chiesto l’annullamento, previa sospensione cautelare, degli effetti, degli esiti e delle contestazioni d’addebito contenuti nell’accertamento ispettivo della Regione.
Nella missiva si rinnova quindi l’invito all’amministrazione Cantarella a riattivare le procedure di recupero dei gettoni di presenza ai consiglieri non dovuti.
Il sindaco Cantarella riscontrando la nota regionale – seppure con tre mesi di ritardo – ha disposto l’intervento del segretario generale dell’Ente, Marco Puglisi perché dia corso “alla riattivazione delle procedure di recupero dei gettoni di presenza non dovuti ai consiglieri comunali che hanno percepito tale indennità, adottando ogni provvedimento consequenziale”.
A questo punto è stato dato preciso mandato di procedere al recupero delle somme indebitamente incamerate dai consiglieri – al momento per il solo periodo intercorrente dal mese di luglio 2016 al mese di giugno 2019 – durante il quale è stata accertata l’irregolare erogazione del gettone di presenza ai capigruppo e ai delegati sostituti, ferma restando l’eventualità che possa essere richiesta dalla procura regionale della Corte dei Conti, nell’ambito del medesimo procedimento aperto a seguito della denuncia dell’ex presidente del Consiglio Raffaele Musumeci, l’estensione degli accertamenti per gli ultimi 10 anni.
Alla luce degli accertamenti eseguiti, il totale dei gettoni da recuperare ammonta a 80.559,62 euro.





