Alloggi incompiuti di via Trieste, interdittiva antimafia all'impresa. Si fermano i cantieri -
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Alloggi incompiuti di via Trieste, interdittiva antimafia all’impresa. Si fermano i cantieri

Alloggi incompiuti di via Trieste, interdittiva antimafia all’impresa. Si fermano i cantieri

Per i 62 alloggi popolari incompiuti, suddivisi in due complessi edilizi, in via Trieste, per lunghi anni simbolo di degrado nello sterminato quartiere popolare Jungo, non c’è pace. 7 milioni e mezzo di euro stanziati dalla Regione per completare quelle opere cementizie, ridando speranza a decine di nuclei familiari in graduatoria che inseguivano il sogno di una casa. Un sogno di nuovo spezzato.  Già perchè i cantieri si sono bloccati proprio mentre erano in corso i primi interventi infrastrutturali. E tanti saluti alle decine di famiglie in graduatoria.

Il direttore dell’Iacp di Acireale, Elisa Trovato conferma che i cantieri di via Trieste sono stati sospesi in seguito alla sussistenza di una interdittiva antimafia a carico dell’impresa appaltatrice dei lavori, il Consorzio Stabile Progettisti Costruttori, con sede in Maletto. L’Iacp, ottemperando alla procedura prevista – afferma il direttore dell’ente Trovato – ha per l’appunto sospeso i lavori avviando l’iter per la risoluzione del contratto”. In caso di sussistenza di interdittiva antimafia, l’art. 94 D.Lgs. n.159/2011 prevede espressamente che l’Amministrazione cui è fornita l’informazione antimafia, non può stipulare, approvare o autorizzare i contratti o subcontratti. “L’Iacp – rimarca ancora il direttore Trovato – intende proseguire con la massima cautela rispettando i tempi e, nel caso, si procederà con lo scorrimento della graduatoria”.

Al Comune di Giarre, dal sindaco Cantarella, agli assessori ai Lavori pubblici, Claudio Raciti e all’Edilizia residenziale pubblica, Giusi Savoca, trasecolano. Della sospensione dei lavori risultano a conoscenza solo informalmente. Compreso il segretario generale Puglisi.  Anche le informazioni interne sono dissestate.  Il sindaco Cantarella si limita a precisare che “intende avviare un confronto con l’Iacp: non possiamo permetterci un’altra incompiuta”.

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