Giarre, per il Giorno della Memoria la Fidapa ricorda "gli schiavi di Hitler” -
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Giarre, per il Giorno della Memoria la Fidapa ricorda “gli schiavi di Hitler”

Giarre, per il Giorno della Memoria la Fidapa ricorda “gli schiavi di Hitler”

La Fidapa Sezione Giarre-Riposto, presieduta dalla prof.ssa Maria Pia Russo, in collaborazione con l’Ipsseoa “Giovanni Falcone” di Giarre, diretto dalla prof.ssa Monica Insanguine, ha voluto rievocare, nel Giorno della Memoria, lo sterminio e la persecuzione del popolo ebraico e dei deportati militari nei campi nazisti, dando appuntamento agli studenti della scuola in piattaforma digitale.

L’incontro è stato organizzato con gli studenti delle quinte classi, per leggere e commentare il libro di Carmela Russo “Lui era mio Padre”, dedicato a Salvatore Russo: un viaggio tra memoria e vicende familiari, costituito da una raccolta di documenti con eventi toccanti che hanno colpito la psiche della figlia.

L’internato Russo, originario di Castiglione di Sicilia, annoverato fra il raggruppamento degli IMI (Internati Militari Italiani), definizione voluta dai tedeschi per sottrarre i combattenti alla tutela della convenzione di Ginevra, subisce angherie e, tra minacce e sfruttamento, è sottoposto al lavoro coatto. L’autrice continua a descrivere le vicissitudini belliche del padre che, dopo aver partecipato all’occupazione in Albania, ha combattuto in Grecia dove, catturato dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943, viene fatto prigioniero, discriminato ed etichettato come traditore e schiavizzato da Hitler. Nonostante tante sofferenze, fisiche e morali, al suo rientro è stato dimenticato dalla Patria cosi come i suoi compagni di guerra, una triste storia di cui la memoria è rimasta volutamente nel buio per diversi decenni. Nel libro si ricorda anche l’eccidio dove è stato trucidato il suocero della autrice, Salvatore Portale, in una delle prime rappresaglie dei nazisti in ritirata.

Carmela Russo, figlia dell’internato, per redigere questa sua pubblicazione, si è dedicata per anni alla ricerca storica italiana, ma ha anche consultato tante pagine di storia internazionale, per raccogliere le testimonianze dei superstiti che raccontano la vita degli internati militari italiani. La pubblicazione del libro è stata patrocinata dal Comune di Castiglione di Sicilia, dalla Società Giarrese di Storia Patria e cultura e dall’Unitrè-Università delle tre età di Giarre. L’introduzione storica del volume è stata curata dal prof. Carmelo Belfiore e la prefazione riporta un approfondito intervento del Prof. Emerito Nicolò Mineo, che si sofferma sulle ricerche effettuate attraverso i documenti archivistici, non trascurando la collaborazione con gli Archivi di Stato.

Il pensiero del prof. Mineo è stato commentato dal prof. Carmelo Torrisi. Per la Fidapa sono state presenti la Presidente distrettuale, prof.ssa Maria Ciancitto, affiancata dalla presidente di sezione prof.ssa Maria Pia Russo e per l’Ipsseoa, il prof. Sante Vitale, i quali, in forma corale, si sono soffermati sulle condizioni della prigionia dei nostri internati nei lager della Germania.

La presidente Russo, nel suo intervento, ha sottolineato che l’incontro, per la sezione Fidapa Giarre-Riposto è “una occasione preziosa, un segnale di presenza nella lotta contro ogni forma di violenza. E violenza inaudita fu quella subita dagli internati militari italiani, come Salvatore Russo”. Per il secondo anno consecutivo, si è impegnata nell’approfondimento delle esperienza della deportazione tedesca nel nostro territorio, per far conoscere agli studenti dell’Ipsseoa di Giarre le condizioni della prigionia nei lager della Germania.

Tra le buone pratiche da esercitare, quella della cura della memoria vi rientra a pieno titolo. Una memoria che cresce a spirale e va da chi ha direttamente subito il male a chi ne è stato testimone indiretto, perché ne ha ascoltato la voce. Dalla narrazione dei superstiti si trasmettono dei messaggi alle nuove generazioni per darne insegnamento, perché si eviti di perpetrare odio e violenza nella relazioni umane sociali e politiche. Le donne della Fidapa si fanno Partigiane della memoria e militanti nella Resistenza della ragione e della conoscenza, valori il totalitarismo nazifascista ha negato.

La coordinatrice dell’incontro culturale prof.ssa Cinzia Emmi, ha concluso l’incontro avvalorando la dichiarazione dei superstiti perché “chi ne ha ascoltato la voce, chi ne è stato testimone indiretto, diffonde una memoria che serve a far conoscere l’esperienza della deportazione tedesca nel nostro territorio e questi incontri devono servire non solo per ricordare un tragico passato, ma anche essere stimolo per le nuove generazioni perché il ricordo degli eventi descritti nel libro dell’autrice possa impedire il ripetersi del male e della crudeltà”.

L’incontro ha affrontato in piattaforma, in modo molto chiaro, l’argomento IMI, partendo dalla lettura del libro della autrice, ove con dovizia di particolari vengono descritte le testimonianze del Padre. I ragazzi che hanno partecipato ricorderanno sempre questo incontro della tragica memoria degli IMI-Internati Militari Italiani, in segno di riconoscenza per il sacrificio sostenuto da questi uomini che, con il loro comportamento, hanno consentito l’affermarsi della democrazia e della libertà in Italia.

Anna Fichera

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