"No al campo di boe e al "taxi sea" nella baia di Mazzarò e nella baia dell'Isola bella" -
Catania

“No al campo di boe e al “taxi sea” nella baia di Mazzarò e nella baia dell’Isola bella”

“No al campo di boe e al “taxi sea” nella baia di Mazzarò e nella baia dell’Isola bella”

No al campo di boe nella baia di Mazzarò a Taormina e nella Baia della Riserva naturale Isola Bella. Il Wwf Sicilia nord orientale, Legambiente circolo Taormina Valle Alcantara e Associazione M.A.N. si oppongono alla richiesta presentata da un’associazione che, secondo quanto riferiscono le associazioni, nella baia di Mazzarò, ha chiesto di potere occupare 9000 metri quadri di area demaniale e specchio acqueo di complessivi per realizzare un campo di boe; un corridoio di avvicinamento di mq. 850,00; relativa area di alaggio per il ricovero temporaneo dei natanti in caso di necessità con l’intendimento anche di fornire un servizio di “taxi sea” e/o noleggio di imbarcazioni ai turisti. Una richiesta analoga è stata presentata per esercitare la stessa attività nella baia della riserva naturale Isola bella.

Secondo le associazioni ambientaliste nella baia di Mazzarò: «La presenza di numerose boe agevolerebbe l’attracco di un numero indefinito di imbarcazioni a motore, trasformando la baia in un vero e proprio porto, con un indubbio deturpamento paesaggistico, un inevitabile inquinamento del tratto di mare interessato, un disturbo costante alla flora e alla fauna ittica».

In secondo luogo, «Il Capo Sant’Andrea è stato interessato da cospicue frane nel 2000 e nel 2003 a causa del cronico dissesto geomorfologico indicato R4 dallo stesso Assessorato regionale territorio e ambiente. Per quanto di nostra conoscenza non è stato messo in atto alcun intervento risolutivo del dissesto descritto e la concessione demaniale richiesta, potrebbe arrecare danno a cose e persone e rischio per la pubblica incolumità».

Importanti danni si verificherebbero anche nella baia della riserva Isola bella. Sarebbe danneggiata la presenza della Posidonia oceanica di cui Il Wwf Italia, già Ente gestore della riserva (1998- 2006), con il supporto di biologi marini, ha effettuato la mappatura. «I fondali della baia – scrivono le associazioni – sono da sempre uno scrigno di reperti archeologici, molti dei quali esposti al Museo di Giardini Naxos, degni di eventuali studi e valorizzazione e non distruzione a causa di un uso improprio dei fondali».  Secondo le associazioni ambientaliste, in questo «Tratto di mare per pregio e vocazione dovrebbe essere fruito solo da imbarcazioni con motore elettrico, canoe e barche a remi, proprio per offrire al turista quell’unicum che viene a cercare in una baia così esclusiva e pregevole». Inoltre, «La baia dovrebbe essere maggiormente tutelata con l’istituzione di una riserva marina che consentirebbe una migliore conservazione della fauna e della flora ittica presente, nonché una notevole riconversione turistica». E le stesse associazioni intendono promuoverne ed intraprenderne l’iter di realizzazione presso le sedi competenti.

Le associazioni hanno scritto alla Struttura territoriale ambiente di Messina, al C.u.t.g.a.n.a. Ente gestore riserva naturale orientata Isola Bella, al Dirigente generale del dipartimento ambiente e territorio della Regione Sicilia, al Comandante della Capitaneria di Porto di Messina, al Sindaco di Taormina, al Responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Taormina, al Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana della Regione Sicilia, alla Soprintendenza di Messina, alla Soprintendenza del mare e al Ministero dell’Ambiente direzione generale della protezione del mare.

Chiedono di respingere la richiesta per preservare la bellezza paesaggistica, la biodiversità, le specie endemiche pregevoli e questo intero tratto di costa «al fine di consegnarlo integro alle future generazioni».

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