Una petizione per far riaprire il PalaGiarre è stata lanciata da Salvatore Caltabiano, già componente dello staff della struttura, che in questa lettera che ci ha inviato e che pubblichiamo illustra perchè è importante che questa realtà continui ad operare a Giarre.
“Spero avrete del tempo per pubblicare la mia lettera per far si che chi di competenza possa leggere e riflettere su questa vergognosa manovra politica che ha praticamente dimostrato ancora una volta l’inefficienza di chi dovrebbe tutelare strutture come quella sopracitata e far si che esse migliorino anziché lasciarle al degrado e sotto le mani dei vandali.
Il PalaGiarre è un opera appartenente al Comune di Giarre che fu costruito e mai aperto. Affidato successivamente alla Lions Constructions, la società ha investito esclusivamente i propri capitali per far si che la struttura potesse tornare a splendere e a dare servizi a quei cittadini che da sempre si domandavano cosa fosse.
Personalmente, nel 2011 iniziai il mio percorso all’interno della struttura. Essa, si presentava in totale stato di abbandono: muri diroccati, tribune senza sedute, porte per lo più assenti lasciando così una struttura del genere sotto le mani della criminalità organizzata e a tutti coloro che con la vena artistica si divertivano a imbrattare tutti i muri.
All’interno della stessa, non esisteva alcun tipo di impianto elettrico poiché saccheggiato da coloro che col rame ci costruiscono un business, i topi sfrecciavano come se fossero saette e le erbacce adiacenti raggiungevano quasi l’altezza della struttura che in caso di incendio, avrebbe potuto danneggiare anche la struttura in plastica.
Dal 2011, la struttura ha cominciato con pattinaggio su ghiaccio. I giovani dell’hinterland passavano giornate intere a pattinare e a provare qualcosa di “nuovo” che prima non c’era. Poi sono iniziate le prime gite organizzate coi plessi scolastici, concerti, saggi, spettacoli e riunioni stile congressi di nota importanza. La struttura si è poi sviluppata sotto l’aspetto di sport su terra quali pattinaggio artistico su rotelle, pattinaggio corsa ma è sempre stata fruibile a tutti coloro che decidevano di festeggiare i propri eventi sicuri di ricevere un ottimo servizio con annessi prodotti di qualità.
La struttura, dotata di bar/ristorante, sala riunioni, spogliatoi, depositi, magazzini, infermeria e bagni ad oggi si trova chiusa poiché il non avere la corretta documentazione impedisce ai gestori di poter operare come hanno sempre fatto e di conseguenza, tutti gli atleti che negli anni hanno frequentato il PalaGiarre si trovano senza il loro “nido” costituito da insegnati preparatissimi e affettuosi, semplicemente perché dei fogli di carta e dei timbri non vengono concessi da parte dell’ente. Sarebbe bello altresì sapere la verità che si nasconde dietro questo giochetto seppur credo che ahimè la verità non verrà mai espressa.
Ritengo, fra l’altro che un Ente Pubblico deve sempre sostenere quei privati che investono in una città per far si che il tutto possa sempre migliorare e portarsi avanti. Quest’atteggiamento di “legare le braccia” è un atteggiamento scostumato e poco corretto. Difatti, spero che semmai questa lettera arrivi nella scrivania giusta, costoro possano riflettere pensando alla collettività e non a se stessi e all’invidia che possibilmente viene nutrita nei confronti dell’altro.
Lo Staff del PalaGiarre è stato da sempre costituito da persone degne di essere definite tali sempre con il sorriso sulle labbra e inoltre, la struttura si è anche presentata con un impegnativo e organizzatissimo grest estivo costituito da laboratori creativi, piscina, parco avventura, campo da tennis, pallavolo e basket.
Ancora una volta, ritengo che una struttura del genere non debba essere chiusa pertanto chiedo a chi di competenza di riflettere in maniera piena ed efficace e a tutti i lettori vorrei poter suggerire di firmare questa petizione : http://chng.it/hDP87Zcc in modo tale da raccogliere firme e dimostrare che la città e i cittadini credono in questa struttura e che desiderano tutto tranne che la chiusura della stessa”.
Salvatore Caltabiano






