Grido d'allarme per l'artigianato: solo Catania vanta un trend positivo in Sicilia -
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Grido d’allarme per l’artigianato: solo Catania vanta un trend positivo in Sicilia

Grido d’allarme per l’artigianato: solo Catania vanta un trend positivo in Sicilia

Nel primo trimestre di quest’anno il numero complessivo delle imprese artigiane operanti in Italia è sceso di 10.902 unità. Ma il peggio, secondo i dati dell’ultimo report elaborati dal Centro Studi della C.G.I.A. di Mestre, potrebbe arrivare nei prossimi mesi quando gli effetti economici negativi dovuti dalla pandemia da Covid-19 si faranno sentire con intensità ben maggiore.

Anche se esiste la “Voglia di lottare, di resistere, di risollevare le sorti economiche della propria attività – sono le dichiarazioni del coordinatore Paolo Zabeo – non è da escludere che entro la fine dell’anno lo stock complessivo delle imprese artigiane presente nel Paese si riduca di quasi 100 mila unità, con una perdita dii almeno 300 mila posti di lavoro”, tutto dipenderà dalle misure di sostegno che dovrebbero essere previste a livello governativo ma che, purtroppo, sempre secondo quanto previsto nel report, appaiono insufficienti e, probabilmente, arriveranno con molto ritardo.

La crisi del settore ha radici lontane: negli ultimi 11 anni si sono perse quasi 200 mila aziende artigiane, passate da 1.465.949 a 1.287.285; in Sicilia si è passati dalle 84.560 imprese nel lontano 2009 a 71.074 del 2019 con una perdita di ben 13.486 con una variazione negativa del 15,9%, più alta della media nazionale risultata del 12,2%..

Con i consumi delle famiglie. previste dal Documento di economia e finanza, in caduta libera del 7,2 per cento per il 2020, a farne le spese saranno soprattutto gli artigiani, i piccoli commercianti ed i lavoratori autonomi che vivono in modo quasi esclusivo dei consumi delle famiglie.

Analizzando i dati trimestrali dei mesi di gennaio, febbraio e marzo degli ultimi 4 anni la Sicilia vede tutti con segno meno, 685 nel 2017, 751 nel 2018, 603 nel 2018 e 430 nel 2019, valori molto più alti si registrano nelle regioni del nord come Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto.

Molto significativi anche i dati relativi ai “nati-mortalità” delle imprese artigiane nel corso del I trimestre 2020: le nuove iscrizioni in Sicilia sono state 944, le cessazioni 1.374 con un saldo negativo di 430, mentre i dati nazionali danno come nuove iscrizioni 24.843 imprese a fronte di 35.745 cancellazioni.

A livello provinciale un dato positivo viene solamente da Catania dove si registrano 226 nuove iscrizioni a fronte di 150 cancellazioni con un saldo attivo di 76 imprese. Nelle altre provincie dell’isola i dati sono tutti negativi se non allarmanti, a Messina a fronte di 117 iscrizioni le cancellazioni registrate ammontano  a 208 con un saldo negativo di 163, a Palermo 226 iscrizioni contro 283 cancellazioni e saldo negativo di 57, ad Agrigento 47 contro 114 e saldo negativo di 67, a Caltanissetta 32 contro 95 e saldo negativo di 63, a Ragusa  104 contro 166 e saldo negativo di 62, a Trapani 59 contro 114 e saldo negativo di 55, a Siracusa 75 contro 96 e saldo negativo di 21, infine Enna con 58 contro 76 e saldo negativo di 21.

A livello regionale la legge di stabilità regionale 2020-2022 n. 9 del 12 maggio scorso, pubblicata sul supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale regionale dl 14 maggio, prevede, al comma 9 dell’articolo 10, “finanziamenti a tasso zero fino 15.000 euro” per gli artigiani. La domanda è una sola:”Arriveranno?”.

Domenico Pirracchio  

 

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