Da decenni scrivo sul Gazzettino in occasione dell’8 marzo, giornata internazionale delle donne, dando la parola alle donne.
Quest’anno, grazie ad Alessandra Strano, desidero far parlare soprattutto due donne: Nunziatina Trovato e Alessandra Strano. Entrambe disabili, di diversa generazione, impegnate sul nostro territorio per l‘attuazione dei loro diritti.
L’impegno di Nunziatina e di Alessandra ha radici nell’attuazione della nostra straordinaria Costituzione, attraverso la quale è stato possibile avviare la conquista della cittadinanza per tutte le cittadine e i cittadini.
La spinta nasce negli anni settanta, decennio di terrorismo rosso e nero, ma anche di grande spinte democratiche e di giustizia sociale. Ho vissuto quei terribili e anche formidabili anni. Nel 1977 grazie a Mirella Casale fu approvata la legge n. 517 per l’eliminazione delle classi differenziali, nel 1978 la le legge n. 180, cosiddetta legge Basaglia, per la chiusura dei manicomi. Con DPR n. 384 del 27 aprile del 1978 fu approvato il regolamento in favore degli invalidi civili in materia di abbattimento di barriere architettoniche e di trasporti pubblici.
Questo decreto, soprattutto al Sud, è stato segnato dalla lentezza di attuazione. Nel 1986 una nuova legge, la n. 41, prevede a carico di ogni Comune Il PEBA, Piano Eliminazione Barriere Architettoniche. Perché tanto ritardo nell’attuazione delle leggi sui disabili motori? Forse erano, e sono, considerati più integrati in quanto persone dotate di cognizione e dunque capaci di relazioni umane e di adattamento. La loro disabilità era “semplicemente superabile “con una mano d’aiuto da parte dei parenti e degli amici. Oppure non era considerata la fine del mondo l’dea che i disabili di questa categoria potessero starsene a casa a vedere la televisione o a leggere un libro, invece di fruire delle occasioni di iniziative sociali e culturali offerte dalle città .
L’ottica, fortunatamente, mutò e anche l’indipendenza personale dei disabili motori si palesò come una necessità. Il percorso con cui le norme prendono atto dei diritti della minoranza dei disabili, in questa fase, i chiude temporaneamente con il decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20, che ha istituito l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.
A Giarre i ritardi nel considerare l’emarginazione dei disabili motori è stata anche responsabilità delle associazioni, che numerose sul nostro territorio hanno ignorato la problematica.
Capita anche e spesso, sempre nella nostra città, che singole /i cittadine/i occupino tranquillamente e indisturbati gli spazi riservati oppure ostruiscano gli scivoli dei marciapiedi, che dovrebbero facilitare le e i disabili a svolgere la propria vita autonoma nella città.
Solo nel 1994 l’associazione ANIEP, oggi Associazione Nazionale per la Promozione e la Difesa dei Diritti delle Persone Disabili, presentò il problema all’Amministrazione e alla città di Giarre. Furono poche le organizzazioni associative che si avvicinarono o che furono chiamate ai temi posti dall’ANIEP, solo quelle addette ai lavori come per esempio la Croce Rossa.
La sezione ANIEP a Giarre fu costituta da Nunziatina Trovato, che dal 1994 e fino alla sua morte ne fu presidente. Si impegnò con passione affinché la vita cittadina e collettiva dei disabili potesse emanciparsi attraverso l’acquisizione di una personale autonomia. Nunziatina, nata nel 1939, a sette anni fu colpita da poliomielite. Sarà stata dura, soprattutto perché donna, vivere la fanciullezza e l’adolescenza e la gioventù, durante i periodi in cui le ragazze desiderano l’amica del cuore e qualche simpatia amorosa, ma per le disabili non era così facile. In quegli anni l’esclusione era ancora più feroce, le dicerie inducevano a pensare anche ad un possibile contagio. Lilla Gammino, disabile sin da bambina, amica di Nunziatina Trovato, ricorda ancora la propria emarginazione come donna, il cui corpo non corrispondeva all’ordine del modello predefinito da una cultura patriarcale. Anche una possibile simpatia da parte di un giovane verso una donna disabile veniva ostacolata e troncata da entrambe le famiglie.
Eppure Nunziatina si sposò nel 1989 con un uomo, più giovane di lei e conosciuto durante un viaggio a Lourdes, che ignorò le convezioni dominanti sulla percezione del corpo femminile. Non sappiano delle reazioni delle relative famiglie, ma lo possiamo immaginare. Antonino Brischetto oggi con amore conserva la memoria della moglie.
Il 13 marzo del 1994, presso il centro sociale “Cusmano”, fu convocata da Nunziatina Trovato, la prima Assemblea per la costituzione della la sezione ANIEP. Nel piccolo archivio, custodito dal marito quasi con devozione, si trova il verbale dell‘Assemblea, da cui risulta che gli aventi diritto al voto erano 83 persone, i votanti furono 65 e Nunziatina fu votata da 65 soci a presidente della sezione. Nel giugno dello stesso anno, i dirigenti nazionali dell’ANIEP, con una nota, sancirono la costituzione della nuova realtà giarrese, che aveva anche rappresentanza provinciale. Tra i soci oltre Lilla Gammino anche il prof. Vincenzo Di Maggio, che sull’argomento spesso scrisse sul Gazzettino di Giarre.
Tante furono le iniziative pubbliche dell’ANIEP, anche attraverso l’interlocuzione con l’ente locale. Lilla Gammino e Antonino Brischetto ricordano che gli attuali scivoli dei marciapiedi giarresi sono conseguenza di un accordo tra l’Associazione e l’allora Amministrazione comunale.
Tante le iniziative di sensibilizzazione, come la prima comunione somministrata a tre disabili da parte del Vescovo di Acireale, sua Eccellenza Salvatore Gristina. L’articolo redatto da Mario Pafumi, per “Il Giornale di Sicilia” del 18 ottobre del 2001, riporta a tal proposito le sollecitazioni di Nunziatina Trovato verso il mondo della disabilità: “La gente deve capire che questi nostri fratelli sono parte di noi, sono il cuore più debole della società. Non bisogna avere paura della diversità. Non basta solo accettarla, ma occorre anche amarla concretamente…”.
Le gite a Siracusa come momento ludico e d’incontro. Ed ancora l’iniziativa culturale del 2012, organizzata insieme ad altre associazioni, dal titolo 3 Giorni sulla disabilità, che si svolse tra i locali della Vecchia Pescheria, il centro Cusmano, e il teatro Rex.
Purtroppo con la morte dell’appassionata e tenace Nunziatina Trovato avvenuta nel 2017, l’associazione perse la sua forza propulsiva.
Oggi a combattere è Alessandra Strano che dal 2025 è stata nominata, dal sindaco di Giarre, Garante dei diritti delle persone con disabilità.
La dott.ssa Alessandra Strano, sta svolgendo il suo ruolo con competenza e dedizione, attraverso l’interlocuzione con lo stesso sindaco e con la società civile, la quale oggi si mostra più partecipe.
Alessandra, che da qualche anno vive purtroppo la vita da disabile, ha posto con perseveranza e fermezza all’Amministrazione la realizzazione dell’abbattimento delle barriere architettoniche, di cui sono privi ancora alcuni edifici pubblici, in particolar modo la sede storica del Palazzo di Città, simbolo della partecipazione democratica. Il progetto di dotare il palazzo comunale di un ascensore è già stato avviato.
Il lavoro di Alessandra ha spinto altre donne a farsi promotrici di alcune iniziative, come la presidente della Pro Loco di Carruba, Adelaide Russo, che ha proposto ed ottenuto dal comune di Riposto, attraverso le azioni del bilancio partecipato, di dotare un tratto di spiaggia di sedie Job per il trasporto e la balneazione di disabili, di passerella per il raggiungimento della battigia e di apposito personale. Mentre il vicino Comune di Mascali, ha ottenuto un finanziamento per la redazione del Piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Alessandra è andata oltre l’impegno dei diritti civili, ha intrapreso un’analisi interiore e politica sul rapporto tra la sua mente, il suo nuovo corpo e la società, riflessioni che ha condiviso con tutte e tutti noi con la sua recente pubblicazione del libro La Dialettica del mio corpo disabile, edito dalla casa editrice Editpress.
Scrive l’autrice: Il linguaggio assolve un ruolo fondamentale in quel processo di costruzione. Esso rappresenta il più potente sistema di segni a nostra disposizione e agisce con eguale capacità anche rispetto alla produzione dei discorsi e delle credenze legati alla malattia e alla sofferenza, sottraendo talvolta agli stessi soggetti coinvolti il diritto alla significazione e alla verità circa il proprio vissuto. […], parlare di un fatto lo oggettiva e lo consegna al linguaggio altrui facendo sì che accresca la sua portata di fenomeno esterno, anche con il rischio che venga manipolato e trasformato. Per questa e altre ragioni avrei più avanti vissuto in maniera tormentata la consapevolezza che la mia condizione di salute stava diventando di pubblico dominio.
Le sue riflessioni costituiscono per le donne e gli uomini disabili uno strumento per vivere la propria differenza.
Nunziatina Spatafora









