Catania

2019, nuovo anno stesse incertezze per le opere pubbliche giarresi

2019, nuovo anno stesse incertezze per le opere pubbliche giarresi

Nell’anno nuovo appena iniziato rimane indecifrabile il futuro per diverse importanti opere cittadine vittime della burocrazia e della carenza di risorse economiche. Sullo sfondo la recente deliberazione del dissesto dell’Ente che ha limitato e condizionato ogni manovra dell’amministrazione.

Peggio, il destino di alcune opere rischia di rimanere immutato. Un caso emblematico su tutti è rappresentato dal teatro incompiuto del quartiere Carmine che, con il trascorrere degli anni, dopo l’improvviso blocco dei cantieri, continua ad essere logorato dalle intemperie ed esposto ai pericoli di intrusione e di vandalizzazione, così come è accaduto per l’altra opera finanziata con i fondi del Contratto di quartiere, il centro sociale di via Alfieri: da tre anni attende di essere aperto.

Nel frattempo i locali sono stati cannibalizzati e in parte anche incendiatie da un anno si attende che il Comune provveda alla chiusura dei varchi per evitare nuove fatali intrusioni.

Analogo e purtroppo segnato il destino del micro asilo di via Russo a Macchia. Pronto da quasi tre anni, dopo il completamento delle opere e la consegna degli arredi, salvo poi essere depredato e pesantemente vandalizzato in assenza di un impianto di video sorveglianza.

Il micro asilo rimane chiuso spegnendo le speranze ai tanti bambini che potrebbero fruirne per la solita lacerante burocrazia che non ha consentito di reperire le risorse per un bando gestionale.

C’è poi la voragine apertasi sulla strada, già da oltre 4 anni, in via Ariosto a Santa Maria la Strada e che attende di essere ripristinata. Si susseguono i sopralluoghi, le prove di carico ma niente, la voragine rimane lì con le protezioni che la fanno somigliare ad una fioriera al centro della strada, tra le proteste dei residenti ormai scoraggiati dopo le innumerevoli sollecitazioni all’Ufficio tecnico.

In tema di mobilità rimane ancora incerto il futuro della rotatoria di via Luminaria, consegnata tre anni fa nell’intento di eliminare i congestionamenti in uno dei nodi critici della città ma che però è stata consegnata monca, senza la necessaria bretella di raccordo con la Statale, trasformando l’infrastruttura di mobilità nella più recente incompiuta giarrese.

Una delle tante, invero, come lo stadio di atletica di viale Sturzo, con le sue imponenti tribune e i locali sottostanti invasi dalla gramigna e dall’umidità Da lungo tempo associazioni e gruppi sportivi, senza un preciso regolamento, occupano gli spazi della gigantesca struttura sportiva, il cui impatto ambientale, per le sue eccezionali dimensioni, è sotto gli occhi di tutti.

E nel triste elenco delle opere prive di futuro fa parte il parco regionale di Trepunti, ormai trasformato in una mastodontica discarica, nonostante la strada di accesso sia stata interdetta per tale ragione.

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