Giarre, imponente operazione dei carabinieri: 17 arresti NOMI FOTO VIDEO -
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Giarre, imponente operazione dei carabinieri: 17 arresti NOMI FOTO VIDEO

Giarre, imponente operazione dei carabinieri: 17 arresti NOMI FOTO VIDEO

VIDEO: LE FASI DEL BLITZ E IL TRASFERIMENTO IN CARCERE

Imponente operazione dei carabinieri della compagnia di Giarre contro il gruppo facente capo ai Laudani.

Il blitz dei carabinieri scattato nel cuore della notte e ancora in fase di esecuzione, si  è concentrato nel giarrese. Molti dei fatti contestati risalgono al 2015 e nel triennio successivo.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania su richiesta della DDA – è nei confronti di 17 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, avente, quali “reati fine”: estorsione, furto in abitazione, lesioni e riciclaggio dei proventi illeciti mediante intestazioni fittizie di depositi e conti correnti, tutti reati aggravati dalla finalità dell’agevolazione dell’associazione mafiosa.

L’operazione trae origine da una complessa indagine condotta dalla Compagnia Carabinieri di Giarre dal 2016 al 2017, mediante attività tecniche e dinamiche, ulteriormente riscontrate da dichiarazioni di più collaboratori di giustizia, che consentiva di:

  • disarticolare le ‘nuove leve’ e l’attuale reggente del sodalizio mafioso “Laudani – Mussi i ficurinia”, operante nel territorio di Giarre e comuni limitrofi, i cui adepti riportavano, quale simbolo del vincolo di affiliazione ed in ossequio alla famiglia mafiosa catanese di riferimento, un tatuaggio “a forma di labbra”;
  • accertare, da parte della predetta organizzazione, la disponibilità di armi, custodite in luoghi occulti;
  • evidenziare il controllo del territorio da parte del gruppo, che esercitava mediante una capillare sottoposizione dei commercianti al pagamento del ‘pizzo’, assunzioni forzate, pestaggi, incendi di veicoli e furti;
  • documentare il riciclaggio dei proventi delle attività illecite mediante intestazioni fittizie di depositi e conti correnti;
  • appurare l’interesse del clan nel supportare, alle elezioni comunali del 2016, soggetti a loro vicini, rimasti ignoti;
  • riscontrare, in capo al boss, la gestione illegittima degli appartamenti di proprietà della Regione Sicilia e gestiti dall’Istituto Autonomo Case Popolari di Acireale.

Queste le persone arrestate nell’operazione “Smack Forever”:

  1. BANNO’ Emmanuel, nato a Catania il 12/04/1996;
  2. BONACCORSI Roberto, nato a Giarre il 02/06/1965;
  3. CONTARINO Sharon Francesca, nata a Taormina il 19/10/1992;
  4. DEL POPOLO CHIAPPAZZO Filippo Giuseppe, nato a Catania il 20/03/1995;
  5. FORZISI Rosario Pietro, nato a Taormina il 29/06/1996;
  6. GRECO Salvatore, nato ad Acireale il 18/11/1972;
  7. INDELICATO Davide, nato ad Acireale il 29/01/1980;
  8. LIOTTA Alessandro, nato a Catania il 30/08/1976;
  9. MAURO Carmelo, nato a Giarre il 08/10/1997;
  10. MESSINA Francesco, nato a Giarre il 04/06/1967;
  11. MUSUMECI Giuseppe, nato ad Acireale il 27/07/1987;
  12. MUSUMECI Vincenzo, nato a Giarre il 24/11/1975;
  13. NICOTRA Salvatore, nato a Giarre il 30/07/1957;
  14. OLIVERI Giovanni Marconato a Giarre il 16/01/1994;
  15. PAGANO Massimo, nato a Giarre il 05/12/1977;
  16. PATANE’ Leonardo, nato a Calatabiano il 09/06/1953;
  17. VACCARO Valeria, nata a Giarre il 29/07/1981.

 

L’indagine veniva avviata dall’attività di contrasto info-investigativa, posta in essere dai Carabinieri di Giarre, alle estorsioni che affliggono il territorio di competenza e in particolare i commercianti, nella maggior parte dei casi non denunciate, a riprova della forza di intimidazione del clan mafioso e del clima di omertà imposto. Le attività ricevevano una grande spinta dalle dichiarazioni di più collaboratori di giustizia, utili per delineare l’organigramma e le attività dell’organizzazione, al vertice della quale vi è Alessandro Liotta, già arrestato nel febbraio 2017 nell’Operazione “Bingo!” poiché a capo di una fiorente associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti.

VIDEO: L’ATTIVITA’ INVESTIGATIVA

Aessandro Liotta capo e promotore del Clan Laudani su Giarre (si trovava agli arresti domiciliari ad Augusta in seguito all’inchiesta Bingo), si avvaleva dei suoi affiliati per molteplici attività criminali. Particolarmente sprezzante e spregiudicato risultava essere il metodo adottato per taglieggiare gli esercenti, soprattutto a danno delle attività appena aperte e quindi oggettivamente in maggiore difficoltà, considerati gli investimenti.

In alcuni casi i titolari che si rifiutavano o pagavano in ritardo venivano sottoposti a pestaggi  (un episodio è avvenuto in pieno centro a Giarre quando la vittima,  un giovane commerciante, è stato pesantemente malmenato: tutta la scena sarebbe stata immortalata dalla telecamera di un esercizio commerciale); gravi intimidazioni con bottiglie contenenti liquido infiammabile. Alcuni fra i numerosi negozi vittime di estorsioni, tentate o consumate, perpetrate dal gruppo criminale, sono ad oggi chiusi, ad ulteriore conferma del condizionamento ambientale che soffoca le possibilità di crescita del territorio.

Accanto al capo clan spiccano anche figure femminili, sue corree principali e fedeli affiliate “marchiate” dal tatuaggio mafioso con il “musso”, ovvero la moglie di Leotta, Valeria Vaccaro e Sharon Contarino, partecipi del riciclaggio dei proventi illeciti e protagoniste di episodi estorsivi.

Secondo l’accusa Liotta gestiva la cassa comune, tramite alcuni “prestanomi”, riversandovi i proventi illeciti dei furti, delle estorsioni e dei cosiddetti  “cavalli di ritorno”, effettuati dopo i furti di autovetture.

Il giovane boss giarrese disponeva furti, curava i contatti con le “famiglie” acesi, catanesi e di Piedimonte Etneo, dirimeva le cosiddette “tarantelle” fra i vari affiliati (debiti, prelievi non autorizzati dalla cassa comune);  impartiva disposizioni ai sodali per eludere le investigazioni e capire se le vittime del racket avessero o meno denunciato ai carabinieri, assicurava il sostentamento economico ai detenuti del gruppo e organizzava spedizioni punitive.

Fra i furti appurati dalle attività d’indagine, emerge quello di ingente materiale idraulico (caldaie e termosifoni) a danno degli appartamenti di edilizia popolare nel condominio denominato “Ghiaccio”, in via Teatro,  complesso edilizio realizzato con i fondi del Contratto di Quartiere, già assegnati ma non ancora occupati, successivamente acquistato da ricettatori del posto.

Inoltre dalle investigazioni emergevano accordi fra il citato Clan Laudani giarrese e quello santapaoliano per la ripartizione del pizzo, nel momento in cui un commerciante, taglieggiato da entrambe le fazioni, non pagava più nessuno degli schieramenti. In quest’ultima situazione entrava in scena la figura del mediatore, quel Roberto Bonaccorsi, anch’egli destinatario di una ordinanza in carcere, gravitante intorno a personalità di spicco affiliate al Clan Santapaola di Riposto, già detenuto, poiché arrestato all’inizio del mese, insieme ad altre due persone vicine ai Mussi, fra cui Francesco Messina (era stato scarcerato ieri su disposizione del Tribunale del Riesame) , per un’altra vicenda estorsiva molto simile a quella oggetto dell’operazione odierna (clicca e leggi Giarre, convalidati gli arresti dei tre aguzzini che hanno taglieggiato un commerciante). Messina, anch’egli fra gli arrestati dell’Operazione “Smack Forever”, era spesso presente alle richieste estorsive effettuate dal gruppo “a viso aperto” negli esercizi commerciali.

 

LE ELEZIONI COMUNALI DEL 2016 A GIARRE

Nel giugno del 2016 si svolgevano le elezioni amministrative comunali per la nomina del nuovo Sindaco di Giarre e dei consiglieri comunali. Le indagini attestavano l’interessamento del Liotta e dei suoi sodali per la tornata elettorale, evidentemente finalizzato ad ottenere benefici futuri. Pur non essendo emersa la prova dello scambio di voti, preme evidenziare che le indagini attestano contatti con candidati, non meglio identificati, nonché il proposito del gruppo di attivarsi per promettere esigue elargizioni di denaro e regalie varie, per ottenere la preferenza elettorale da far pervenire a candidati “di comodo”. Il boss giarrese, nel tentativo di convincere un soggetto sconosciuto a cambiare la sua preferenza di voto, gli intimava di dare il voto “agli amici nostri” e non “ai santapaoliani” Clicca e leggi “Smack Forever”, l’interesse della cosca per le elezioni amministrative LE INTERCETTAZIONI).

Inoltre nel corso delle indagini, emergeva che Alessandro Liotta, avvalendosi della forza di intimidazione che esercitava nel territorio di Giarre, gestiva illegittimamente l’assegnazione delle case popolari, nelle quali faceva confluire le residenze anagrafiche delle persone a lui più vicine o, comunque, lucrava sui canoni delle locazioni, scomputando debiti che vantava nei confronti di terzi. A tal fine il predetto sottraeva gli immobili ai precedenti possessori anche con modalità violente. Tale dinamica mafiosa evidenzia un’ulteriore manifestazione di controllo del territorio da parte del gruppo criminale. In alcuni casi, l’Istituto Autonomo Case Popolari di Acireale, avendo accertato occupazioni abusive, invitava il Comune di Giarre ad attivare con urgenza la procedura di emissione ed esecuzione di Ordinanza di sgombero, di cui, al momento, si sconosce l’esito.

Fra gli altri arrestati emerge la figura di Salvatore Nicotra ritenuto l’elemento di spicco del Clan Laudani nella frazione di Macchia di Giarre, già detenuto in quanto arrestato, nel marzo 2018 per il brutale pestaggio e sequestro di persona di un giovane del luogo.

Il nome dell’operazione si ispira al tatuaggio di uno degli affiliati, costituito dalle labbra di un bacio “a stampo”, circondato dalla scritta “Forever”.

Gli arrestati sono stati tradotti presso il Carcere di Catania Bicocca, ad eccezione di quattro persone già detenute per altra causa.

 

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