Omicidio pensionato a Mongiuffi: ha confessato l'assassino VIDEO -
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Omicidio pensionato a Mongiuffi: ha confessato l’assassino VIDEO

Omicidio pensionato a Mongiuffi: ha confessato l’assassino VIDEO

Svolta nelle indagini sull’omicidio di un pensionato avvenuto l’1 ottobre scorso nelle campagne di Mongiuffi Melia, piccolo centro del messinese. I carabinieri della compagnia di Taormina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Messina, su richiesta della Procura di Messina, nei confronti di un operaio di 65 anni, Leonardo Lo Giudice (foto a destra), accusato dell’uccisione Pietro Alfio Lo Turco il cui cadavere era stato trovato pressoché decapitato (clicca e leggi Mongiuffi Melia, freddato con un colpo di fucile al volto ex Metronotte 65enne).

Il provvedimento restrittivo scaturisce dagli esiti di una complessa attività di indagine, coordinata dal sostituto Procuratore della Repubblica dott.ssa Annalisa Arenae sviluppata dalla Compagnia Carabinieri di Taormina d’intesa con il Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Messina. La vittima, in particolare, recatasi in un fondo agricolo per compiervi alcuni lavori, era stata affrontata e uccisa con tre colpi di fucile semiautomatico cal. 12 caricato a pallettoni, esplosi alla testa da distanza ravvicinata.

L’attività investigativa, nel suo complesso, ha consentito l’identificazione dell’autore dell’efferato delitto, individuato sulla base della riconducibilità del materiale balistico rinvenuto sulla scena del crimine ad un’arma di sua proprietà, nonché di fare piena luce sul movente dell’omicidio, da ricondurre ai frequenti dissidi legati ai cattivi rapporti di vicinato tra il pensionato e il suo assassino.

Le investigazioni svolte dai Carabinieri si sono rapidamente sviluppate attraverso interrogatori di persone informate sui fatti, sopralluoghi, perquisizioni, esame delle riprese dei sistemi degli impianti di videosorveglianza e mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali nonché indagini tecnico-scientifiche condotte dal Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Messina.

Si è ricostruita, sulla base delle testimonianze raccolte, dapprima l’esistenza di dissidi tra la vittima e l’assassino dovuti al cattivo rapporto di vicinato esistente tra i due. Successivamente si sono ricostruiti gli spostamenti dell’indagato il giorno dell’omicidio appurando che, in un orario compatibile con quello in cui l’omicidio è stato commesso, aveva effettuato un sosta di circa quattro minuti in una località assai prossima alla scena crimine.

Contestualmente sono state eseguite numerose perquisizioni nei confronti di cittadini del piccolo Comune ionico che detenevano legalmente armi compatibili con quella utilizzata dal killer. Proprio tale attività ha consentito il sequestro del fucile calibro 12 semiautomatico marca Breda legalmente detenuto dal Lo Giudice. L’arma, sottoposta ad accertamenti tecnico – scientifici presso il RIS di Messina è risultata essere proprio quella che aveva  esploso i colpi mortali all’indirizzo del Lo Turco.

Sulla base dello schiacciante quadro indiziario così elaborato, la Procura della Repubblica di Messina ha ottenuto dal GIP il provvedimento cautelare a carico di Lo Giudice che dovrà difendersi dalla grave accusa di omicidio premeditato per la quale è prevista la pena dell’ergastolo.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, tenuto nel primo pomeriggio avanti al GIP del Tribunale di Messina, alla presenza del Pubblico Ministero e del difensore dell’indagato, Leonardo Lo Giudice ha confessato il delitto, ammettendo le proprie responsabilità e riconducendo i motivi dell’omicidio alle discussioni che, per motivi di vicinato, erano frequenti con il Lo Turco il quale lamentava la cattiva tenuta, da parte di Lo Giudice, degli animali custoditi nel terreno attiguo a quello di sua proprietà.

 

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