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Allarme randagismo sulla Castiglione-Calatabiano

Allarme randagismo sulla Castiglione-Calatabiano

Transitando lungo la S.P. 81, sempre più automobilisti s’imbattono in branchi di cani che è pressoché impossibile schivare. Vittime dell’inquietante fenomeno i tanti “amici a quattro zampe” investiti dai veicoli, ma anche i proprietari di questi ultimi per i conseguenti danni alla carrozzeria ed al sottoscocca

A chi, nei Comuni della Valle dell’Alcantara, fa un minimo di vita sociale, anche solo uscendo di casa per andare a comprare il giornale o prendere un caffè al bar, capita sempre più spesso di imbattersi in amici e conoscenti che “confessano” di aver ammazzato un cane mettendoselo sotto con l’automobile. Tra costoro c’è chi si sente in colpa, ma anche chi maledice tali spiacevoli incidenti per i danni che l’impatto con la massa corporea dell’animale ha inevitabilmente provocato al proprio veicolo, del quale, nella migliore delle ipotesi, si rovina parte della carrozzeria. Ed, intanto, delle due l’una: o l’automobilista, per schivare il cane, mette seriamente a repentaglio la propria incolumità con manovre azzardate e frenate brusche (che possono risultare letali anche per i veicoli che vengono dietro) oppure si rassegna ad ammazzare la bestia, sapendo comunque che la “buonanima” si vendicherà facendogliela pagare cara dal meccanico o dal carrozziere.

Negli ultimi tempi, imbattersi in branchi di cani randagi, che non riescono ad avvertire il pericolo delle autovetture in arrivo, è un rischio sempre più ricorrente lungo la “famigerata” Strada Provinciale 81, che dovrebbe collegare i Comuni alcantariani etnei di Castiglione di Sicilia e Calatabiano. Usiamo il condizionale “dovrebbe” perché (come più volte abbiamo notiziato su queste pagine occupandoci dell’ennesima opera pubblica incompiuta) l’arteria in questione è, di fatto, percorribile solo a partire dal tratto ricadente nel territorio della frazione castiglionese di Mitogio. Ebbene: da qui sino ad arrivare a Calatabiano i cani senza padrone la fanno da… padroni, sbucando all’improvviso da un dosso ubicato nei pressi del centro abitato mitoggese e dalle successive curve, e facendo prendere “un colpo” al malcapitato automobilista che se li ritrova improvvisamente davanti, senza possibilità di poterli scansare (a meno, come accennavamo prima, di manovre pericolosissime).

Da qualche anno a questa parte, dunque, parecchi randagi hanno trovato la morte lungo questo tratto di strada particolarmente transitato. Ed altrettanti automobilisti si sono (tanto per rimanere in ambito… cinofilo) “leccati le ferite” per i danni riportati dai rispettivi veicoli (ricordiamo che l’energia cinetica dovuta alla velocità con cui un’autovettura procede, fa aumentare la forza dell’impatto, come se il cane pesasse un quintale anziché poche decine di chili).

E, sempre con riferimento all’area territoriale in questione, dal triste fenomeno non è nemmeno esente l’arteria provinciale, inaugurata una decina d’anni fa, che collega in appena un paio di minuti il centro abitato di Calatabiano allo svincolo autostradale di Fiumefreddo di Sicilia: anche qui non è raro vedersi tagliare la strada da cani abbandonati a se stessi, che non riescono a discernere il pericolo in arrivo, quasi fossero intontiti o ciechi.

Vien, dunque, da rimpiangere il caro vecchio “accalappiacani”, profilo professionale che ormai da tempo non esiste più. In sua vece, le pubbliche amministrazioni possono fruire (ovviamente a pagamento) dei servizi di affidamento dei cani randagi da parte di apposite strutture private operanti in determinati Comuni dell’isola. Sicuramente lo faranno già le Amministrazioni dei sopra citati Comuni di Castiglione di Sicilia e Calatabiano per arginare il fenomeno del randagismo nei rispettivi centri abitati. Ma è sulle strade extraurbane, come la Sp 81, che tale fenomeno comporta i maggiori rischi sia per l’animale che per l’uomo.

Sarebbe, quindi, opportuno che chi di competenza si attivasse per far “bonificare” dagli “amici a quattro zampe” il suddetto asse viario provinciale cui, come tale, dovrebbe sovrintendere la Provincia Regionale di Catania, che però, come tutti gli enti intermedi siciliani, è stata formalmente soppressa nei mesi scorsi.

Rodolfo Amodeo

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