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Çani perde la testa, il Catania sconfitto al Matusa

Çani perde la testa, il Catania sconfitto al Matusa

Incerottato ed in inferiorità numerica, il Catania esce sconfitto dal ”Matusa” ad opera di un Frosinone affamato ed intraprendente. È la prima sconfitta della gestione Sannino. Di fatto, un passo indietro rispetto alle precedenti uscite, sul piano caratteriale e del risultato

tifosi frosinone-cataniaSi prevedeva, che non sarebbe stata una partita facile. L’undici di Stellone, reduce da quattro risultati utili consecutivi, è squadra tosta ed organizzata. Niente fronzoli ed almeno un giocatore di categoria per ogni reparto di gioco, insieme a volenterosi gregari dalla grande corsa ed affidabilità. Ne viene fuori una gara molto fisica, tattica e poco spettacolare, specie durante la prima frazione di gara, caratterizzata da appena due conclusioni a rete nello specchio (Castro e Leto) ed un possesso palla leggermente a favore dei ciociari. La ripresa è tristemente segnata dal rosso a Çani, che arriva al minuto 73 quando il risultato è ancora bloccato sul pari e che pesa come un macigno su di un Catania già incerottato.

Da lì in poi si giocherà a senso unico, direzione Anania. Chiuso nella propria metà campo, il Catania porge il fianco all’avversario – che era già passato ad un atteggiamento più intraprendente, forte della superiorità numerica – che inizia a macinare gioco, costruendo azioni confuse ma comunque pericolose. Poco più tardi, l’inevitabile vantaggio gialloblù, ad opera di Paganini che capitalizza il traversone del compagno Crivello. Il forcing finale del Catania spuntato degli ultimi dieci minuti di gioco è del tutto sterile ed arrangiato. Come le due occasioni in contropiede malamente sciupate nel finale da Castro.

FROSINONE – CATANIA 1-0

Marcatori: Paganini (F) 81’

Catania (4-3-3): 25 Anania; 2 Peruzzi, 3 Spolli (71′ Garufi),15 Sauro, 34 Capuano (51′ Chrapek); 16 Calello, 10 Rosina,6 Martinho; 11 Leto (67′ Çani), 9 Calaiò,19 Castro.

A disposizione: 12 Ficara, 7 Marcelinho, 8 Escalante, 28 Parisi, 29 Aveni, 30 Di Grazia.

All. Sannino

Frosinone (4-4-2): 1 Zappino; 2 Zanon (77′ Carlini), 4 Russo, 6 Blanchard, 3 Crivello; 17 Paganini, 5 Gori (77′ Gessa), 8 Gucher, 10 Soddimo; D9 . Ciofani, 18 Dionisi (83′ Altobelli).

A disposizione: 22 Pigliacelli, 11 Curiale, 13 M. Ciofani, 21 Bertoncini, 23 Schiavi, 26 Masucci.

All. Stellone

Arbitro: Daniele Chiffi

Recupero: 0′ + 5′

Ammoniti: Peruzzi, Castro, Martinho, Calello (C); Zanon, Ciofani, Gucher, Paganini, Altobelli (F)

Espulsi: Çani (C) al 73′

Sannino potrebbe avere la cura giusta, ci crediamo, ma i miracoli proprio non può farli. Può promuovere un terzino a centromediano, adattare una mezzapunta ad esterno difensivo, spronare i suoi con la voce grossa e il pugno alzato. Ma i miracoli, quelli proprio no. Nella rete della vittoria locale ci sono tutte le difficoltà del Catania. E vale la pena soffermarsi sulla dinamica dell’azione che culmina con la girata a rete di Paganini che anticipa di testa il diretto marcatore Martinho. Si, Martinho, l’esterno più in forma tra le file etnee, quello dotato di maggiore estro e corsa, costretto a ricoprire il ruolo di terzino. Nel Catania incerottato succede anche questo. Accade anche che il neopromosso Frosinone possa ricorrere, da inizio stagione, ad un ampio turnover e trovarsi dopo la settima di campionato in seconda posizione in classifica, mentre i rossazzurri, costretti ad attingere alla squadra Primavera, con 0,85 punti a partita navigano nei bassifondi della graduatoria.

Una gestione approssimativa della finestra mercato, accentuata dai numerosissimi infortuni e dalle continue squalifiche disciplinari (con 30 cartellini gialli il Catania è la squadra più ammonita del torneo), figlie di una condizione mentale precaria e di un ambiente poco sereno. Argomenti validi e tosti, per le quali i tifosi meriterebbero circostanziate risposte. Non fosse altro per i diecimila abbonamenti sottoscritti ad inizio campionato.

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