Biancavilla, arrestati rapinatori seriali -
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Biancavilla, arrestati rapinatori seriali

Biancavilla, arrestati rapinatori seriali

GIORDANO Antonino,  01.03.1979I Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Paternò hanno arrestato il 35enne Giordano Antonino  ed un 19enne,  in esecuzione  di due  provvedimenti cautelari emessi dal G.I.P. del Tribunale di Catania per rapina aggravata in concorso. Le indagini, condotte dai Carabinieri della Stazione di Biancavilla, sono state avviate in seguito alla rapina di 2.000 € commessa il 28 dicembre 2013 all’Eurospin di via Pini a Biancavilla. I militari, avvertiti dal responsabile del supermercato, sono giunti immediatamente sul luogo ed attraverso un’attenta analisi delle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza e ad alcune testimonianze, sono riusciti a risalire al numero di targa dell’auto e, successivamente, a individuare i malviventi. La tempestiva perquisizione presso le abitazioni dei sospettati ha poi consentito di individuare l’autovettura utilizzata per compiere la rapina, oggetto di furto, e di sequestrare la pistola a tamburo, lo scalda collo e il cappellino da pescatore utilizzati per commettere la rapina, oltre ai vestiti che ancora avevano indosso.

Grazie alla collaborazione con le altre Stazioni Carabinieri della provincia catanese è stato possibile raccogliere elementi per attribuire agli indagati altre tre rapine aggravate consumate: l’8 agosto 2013 al supermercato MD Discount in via Pulei a Mascalucia per €. 400,00 circa; il 10 agosto 2013 al MD Discount in via Scalonazzo a Nicolosi per € 700,00; il 17 agosto 2013 al A&O in Corso Italia di Paternò per € 400,00.

rapinatoreAd incastrare i rapinatori proprio la pistola, il cappellino, lo scalda collo rinvenuti dai carabinieri, che hanno consentito, assieme alla corporatura dei due e ad altri elementi investigativi, di attribuirli ai due in modo inequivocabile. Il primo degli arrestati, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato associato al carcere di Catania piazza Lanza, mentre il secondo ha evitato il carcere accettando volontariamente di sottoporsi ai domiciliari col nuovo sistema di sorveglianza del “braccialetto elettronico”.

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