Francavilla: al “capezzale” del Consiglio Comunale -
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Francavilla: al “capezzale” del Consiglio Comunale

Francavilla: al “capezzale” del Consiglio Comunale

I tre esponenti dell’opposizione, Spatola, Raspa e Grifò, hanno presentato agli organi competenti una richiesta di convocazione del civico consesso, sostenendo che ci sono ancora i tempi per approvare il Bilancio ed evitare lo scioglimento

Il Consiglio Comunale di Francavilla di Sicilia sarebbe ancora in tempo per “salvarsi”. Lo farebbe sperare una richiesta di convocazione dell’organo consiliare inviata alcune ore fa dagli esponenti “oltranzisti” del gruppo d’opposizione “Democrazia è Libertà” Paolo Spatola, Nino Raspa e Filippo Grifò (da sinistra nella foto). Questi ultimi, in pratica, hanno fatto notare alle autorità ed agli organi competenti (in particolare al presidente del civico consesso francavillese Alessandro Vaccaro ed all’assessorato regionale delle Autonomie Locali) cui hanno indirizzato la loro istanza, che c’è ancora tempo fino all’1 marzo affinché il Consiglio Comunale della cittadina dell’Alcantara possa approvare il Bilancio 2013 e i collegati documenti contabili, evitando così di incorrere nella drastica sanzione dello scioglimento (che farebbe decadere l’intero organo consiliare, mentre il sindaco Lino Monea e la sua Giunta – alla faccia della… democrazia! – rimarrebbero da soli “al comando” di Francavilla per altri tre anni e mezzo).

«Questo perché – spiegano i tre consiglieri nella relazione annessa alla loro richiesta – lo stesso commissario regionale, nella delibera di convocazione della seduta consiliare del 30 gennaio scorso, scriveva che tale Bilancio ed i relativi atti propedeutici “dovranno essere approvati nel termine massimo di trenta giorni dalla data della disposta adunanza, ossia entro il giorno 1 marzo 2014”.

«Peraltro – proseguono Spatola, Raspa e Grifò – l’insediamento del commissario ad acta è avvenuto a totale insaputa della maggioranza dei consiglieri comunali. Il sindaco, infatti, si è ben guardato dal comunicarlo; e seppur non avendone l’obbligo normativo, sicuramente ne aveva quello morale, visto che si trattava di un commissario inviato per sostituire il nostro organo consiliare. Avvisati sono stati, invece, solamente il presidente del Consiglio ed i consiglieri che ancora appoggiano l’Amministrazione Comunale, per un totale, minoritario, di 7 consiglieri su 15. Va da sé, inoltre, che il commissario ha convocato la seduta del 30 gennaio per come sopra esposto (ossia concedendo un termine di trenta giorni) visto che il Consiglio Comunale non aveva ancora approvato i documenti propedeutici e connessi al Bilancio. Sta di fatto che, in Consiglio comunale, il presidente Vaccaro, indossando vesti che chiaramente non gli competevano, si è spinto a dichiarare “di non ritenere che il commissario dovesse interloquire con i consiglieri”; ed il consigliere Bardaro, a ruota, si prodigava nel sottolineare la non necessità di un rinvio, stante che lo stesso commissario, dall’esame delle precedenti deliberazioni, non aveva rilevato motivazioni di carattere tecnico-contabile che ne giustificassero la mancata approvazione. Ma quali rilievi tecnico-contabili potevano essere rinvenuti dal commissario non essendoci stata alcuna discussione al riguardo?! L’unico modo per sottoporre all’attenzione del funzionario regionale eventuali rilievi era, chiaramente, la possibilità di un colloquio con lui, che però ci è stato “democraticamente” negato».

Nella loro relazione allegata alla richiesta di convocazione del Consiglio, i tre esponenti di “Democrazia è Libertà” accennano, poi, alle presunte irregolarità tecnico-contabili della delibera consiliare approvata nella tormentata seduta del 30 gennaio, essenzialmente dovute alle previsioni in merito alla riscossione della Tares e ad un controverso debito che la Società “Ato – Me4” vanta nei confronti del Comune di Francavilla.

«Stando così le cose – concludono Spatola, Raspa e Grifò – esistono validi motivi per richiedere la convocazione del Consiglio Comunale, al fine di poter votare la revoca della palesemente viziata delibera n. 4 del 30/01/2014 e la eventuale riproposizione della stessa, debitamente riveduta e corretta».

Se tali argomentazioni dovessero essere accolte da chi di competenza, a Francavilla di Sicilia i tre consiglieri comunali che le hanno formulate meriterebbero di essere considerati dei “salvatori della Patria” o, quantomeno, della locale democrazia.

Rodolfo Amodeo

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