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Ciclidi: i pesci che si credono mammiferi

Ciclidi: i pesci che si credono mammiferi

Che cosa sono i ciclidi

I ciclidi sono pesci di acqua dolce, ma con il termine ciclidi si indica una famiglia molto numerosa, composta da ben 1662 specie diverse. La loro area i diffusione comprende tutta l’Africa e il sud America, alcune aree del Medio Oriente e alcuni individui sono stati trovati in India e nello stato statunitense del Texas. I ciclidi africani sono molto famosi per due motivi: la loro diffusione in acquariologia e la storia della loro evoluzione nei laghi vulcanici africani. Per quanto riguarda l’acquariologia, i ciclidi africani sono facilmente reperibili anche in rete su portali specifici e specializzati come petingros.it che offrono la possibilità di scegliere le specie di ciclidi più adatte ad ogni acquario. I ciclidi hanno una caratteristica molto particolare nei pesci, ovvero quella di aver sviluppato comportamenti molto organizzati per la riproduzione, accomunabili alle cure parentali dei mammiferi.

Le origini dei ciclidi

L’origine dei ciclidi si data tra 140 e 65 milioni di anni fa, quando Africa e Sud America erano ancora unite, permettendo la diffusione in tutto questo mega continente chiamato Gondwana.

L’evoluzione dei ciclidi

La storia della evoluzione dei ciclidi nei grandi laghi della Rift Valley africana è affascinante e particolare. I laghi Tanganica, Malawi e Vittoria, sono stati testimoni di un numero di mutazioni mai visto in altre specie, si è avuto in un tempo brevissimo grazie all’unione e alla separazione dei grandi laghi africani. L’adattamento naturale ha permesso l’estrema diversificazione dei ciclidi arrivando a diventare la più grande famiglia di pesci attualmente conosciuta. La differenziazione è avvenuta a livello delle caratteristiche sia funzionali che morfologiche. Questo è potuto avvenire in così breve tempo perché i ciclidi hanno una particolarità genetica: dalle ricerche effettuate, è infatti emerso che i geni dei ciclidi permettono un alto numero di mutazioni, mantenendo comunque un gene funzionante che garantisce lo svolgimento delle attività biologiche.

Cure parentali nei ciclidi

Altra situazione che rende i ciclidi dei pesci molto particolari, come abbiamo già accennato, è la cura della prole che hanno i genitori. Questo tipo di cure distingue anche le diverse specie di ciclidi. Le cure parentali più comuni riguardano la cura degli avannotti fino alla loro indipendenza. Può anche capitare che la cura degli avannotti sia comune a più coppie di ciclidi, formando delle vere e proprie comunità.

A seguire la divisione dei ciclidi in base alle cure parentali:

Ciclidi che depongono le uova all’aperto: le specie appartenenti a questa tipologia, depongono le uova in buche o sulle rocce, sulle foglie o su qualsiasi supporto si trovi sul fondale. Di solito il maschio difende il territorio intorno al nido mentre la femmina cura le uova. Alla schiusa entrambi i genitori baderanno alla difesa degli avannotti.

Ciclidi che depongono le uova in tane nascoste: le specie appartenenti a questa tipologia, cercano di nascondere le uova in anfratti delle rocce o gusci vuoti o buche. Dopo la schiusa, gli avannotti rimangono nascosti per alcuni giorni nella loro tana, mentre i genitori procurano il cibo e fanno la guardia.

Incubatori orali di uova: questi particolari ciclidi, covano le uova nella bocca per difenderle dai predatori. Alla schiusa, gli avannotti restano nella bocca fino a quando non avranno preso confidenza con il mondo esterno e saranno abbastanza autonomi. Un altro tipo ancora, detto dei larvofili, depone normalmente le uova ma le raccoglie in bocca in caso di pericolo.

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