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Angelo D’Anna e Francesco Longo: rapporto “dissestato”. Definitivamente

Angelo D’Anna e Francesco Longo: rapporto “dissestato”. Definitivamente

La nota che il presidente del Consiglio Francesco Longo (assente per malattia) ha trasmesso al Civico consesso e che in aula è stata letta dal capo gruppo di Diventerà Bellissima, Giuseppe Leotta, segna la fine del rapporto con il sindaco Angelo D’Anna che, in qualche modo, rappresenta l’anticamera di un successivo passaggio, la sottoscrizione di una sfiducia al sindaco Angelo D’Anna.

Qui di seguito la piccata nota del presidente Longo.

“Avendo a cuore l’interesse della mia città mi sono spesso astenuto dal fare valutazioni politiche ed entrare nel merito delle controversie, ma vista la gravità della situazione e le considerazioni del Sindaco pubblicate nel sito istituzionale del Comune, non posso esimermi dall’esprimere, affinché ciò rimanga a futura memoria, le mie considerazioni.

La gravità della situazione si era palesata da diversi mesi; la Corte dei Conti aveva di fatto già sancito quale sarebbe stata la conclusione nel mese di marzo con l’inevitabile dichiarazione di dissesto.

Quello che stupisce sono invece le dichiarazioni del Sindaco, il quale utilizzando la pagina istituzionale del Comune, invocando non so quali oscuri disegni e macchinazioni, addebita la responsabilità, come è solito fare, a fantomatiche “pressioni palermitane” esercitate da un altrettanto immaginario “partito del dissesto”.

Spero che oggi in aula faccia chiarezza e dica a chi si riferisce.   In ogni caso, voglio dargli ragione, e ritengo anch’io che in questi due anni, durante la sua amministrazione, sia realmente esistito un “partito del dissesto” che giorno dopo giorno si è impegnato con tutte le proprie forze per raggiungere detto risultato; oggi finalmente arriverà al traguardo tanto atteso.

Vedete signori dell’Amministrazione, il “partito del dissesto”, esiste davvero ed è quello che ha prodotto in due anni di amministrazione solo un rendiconto, e che ad ogni richiesta, da circa un anno rispondeva sarà pronto a giorni, lasciando di fatto tre anni e mezzo di trasferimenti ministeriali nella mani del nominando Organo Straordinario di Liquidazione.

Il “partito del dissesto” è quello che ha prodotto alla Corte dei Conti memorie risibili che sfiorano il grottesco, a tal punto da far dire alla stessa Corte che sarebbe stato onere del Comune proporre una differente lettura dello stato di attuazione del piano.

Il “partito del dissesto” è stato quello che, a buoi scappati, alla fine del 2017, ha costituito un gruppo di lavoro per il monitoraggio del piano di riequilibrio, che risulta non si sia mai riunito.

Il “partito del dissesto” è stato quello che ha certificato alla Corte dei Conti debiti inesistenti, quantificandoli in 41 milioni di euro, dopo aver scritto nel piano rimodulato, ancora al vaglio del Ministero, che l’ammontare dei fattori di squilibrio e del disavanzo ammontavano a poco più di € 10 milioni.

Il “partito del dissesto” è stato quello che nonostante siano decorsi due anni dall’esecutività delle sentenze contro Giarre Parcheggi ad oggi non ha attivato alcuna azione concreta per la riscossione, non incassando crediti per oltre un milione di euro.

Il “partito del dissesto” è stato quello che, come hanno fatto notare i revisori, non ha notificato nel 2016 alcun avviso di accertamento per l’attività di recupero dell’evasione, con probabile pregiudizio del rispetto del piano di riequilibrio. Il “partito del dissesto” è stato quello che davanti all’aggravarsi della situazione economica finanziaria, invece di ridurre le spese e predisporre gli atti per incassare le entrate, ha pensato bene di non applicare più una misura dello stesso piano di riequilibrio, aumentando del 30 % le indennità degli amministratori.  Signori dell’Amministrazione, io potrei continuare ad indicarvi altre mille occasioni nelle quali il partito del dissesto si è adoperato per arrivare al risultato di questa sera, ma non voglio infierire e mi fermo qui.

Voglio solo ricordarvi che questo non è il dissesto della città e neanche la rappresentazione di un dissesto finanziario, stante che l’Ente è stato in grado di reggersi nonostante dal 2015 non abbia riscosso i trasferimenti dallo stato, che ad oggi superano i 10 milioni di euro e deve emettere ancora avvisi di accertamento per il recupero dei tributi non pagati per un ammontare anch’esso ben superiore ai 10 milioni di euro. Questo sarà il primo dissesto della storia economica nazionale che si chiuderà con un avanzo da ristornare poi allo stesso Ente, facendo felice consulenti e organo di liquidazione.

Signori della Giunta, pertanto, il dissesto è solo amministrativo, frutto della Vostra incapacità gestionale e sancisce in modo inequivocabile il fallimento della Vostra amministrazione.  Concludo dicendo al Sindaco che se vuole conoscere i nomi del PARTITO DEL DISSESTO, deve riunire la sua giunta, e poi mettersi davanti ad uno specchio; in quel momento finalmente vedrà da chi è composto”.

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