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Linguaglossa e gli esperti non pagati: gli Ordini Professionali diffidano il Comune

Linguaglossa e gli esperti non pagati: gli Ordini Professionali diffidano il Comune

I rappresentanti provinciali degli ingegneri, degli architetti e dei geometri hanno minacciato azioni legali qualora il sindaco Salvatore Puglisi dovesse reclutare, com’è sua intenzione, consulenti a titolo gratuito. «Anche la legge – sostengono – prevede l’obbligo di un compenso. Lavorare gratis è, inoltre, un atto di concorrenza sleale»

Può un ente pubblico pretendere prestazioni a titolo gratuito da dei professionisti solo per “amor di patria”? La domanda sorge spontanea al cospetto del sempre più ricorrente ricorso dei sindaci alla richiesta di “aiuto disinteressato” rivolta ad esperti e consulenti vari di cui avvalersi a supporto della loro attività amministrativa.

Una precisa risposta in tal senso è giunta in queste ore al Comune di Linguaglossa, il cui sindaco Salvatore Puglisi sta tentando di ingaggiare gratuitamente esperti nei settori della cultura, del turismo, dell’avvocatura e della ricerca di finanziamenti da destinare all’agricoltura, all’ambiente, all’urbanistica ed ai lavori pubblici. Il relativo bando di reclutamento è stato infatti “passato al setaccio” dagli Ordini degli Ingegneri, degli Architetti e dei Geometri della provincia di Catania (rispettivamente rappresentati dai presidenti Giuseppe Platania, Alessandro Amaro e Paolo Nicolosi), i quali hanno al riguardo diffidato il primo cittadino linguaglossese.

«Per intanto – scrivono in sintesi i rappresentanti di categoria – l’art. 14 della L.R. 7/92, richiamata dallo stesso sindaco di Linguaglossa, recita che “agli esperti deve essere corrisposto un compenso globale pari a quello dei dipendenti in possesso della seconda qualifica dirigenziale”. I nostri codici deontologici hanno inoltre recepito la normativa nazionale sul cosiddetto “equo compenso”, che impone di retribuire i professionisti in proporzione alla quantità ed alla qualità del lavoro svolto, a meno che non sussistano motivi eccezionali, come catastrofi naturali ed improvvise situazioni di emergenza. Al sindaco di Linguaglossa chiediamo pertanto di revocare il suo “avviso sulla ricerca di esperti a titolo gratuito” e diffidiamo altresì gli iscritti ai nostri Ordini Professionali a svolgere prestazioni lavorative gratuite o sottopagate in quanto atti di concorrenza sleale passibili di denuncia».

Dal canto suo il primo cittadino linguaglossese, Salvatore Puglisi, ha replicato sostenendo che «in questi giorni il mio Comune ha dovuto approvare un piano di riequilibrio finanziario pluriennale per scongiurare la dichiarazione di dissesto finanziario, dalla quale sarebbero derivate gravi conseguenze anche per i liberi professionisti creditori del nostro ente, malgrado le norme sull’“equo compenso” che dovrebbero tutelarli. Con tutto ciò, sono disposto ad incontrarmi con i rappresentanti delle organizzazioni professionali per intraprendere, di comune accordo, ogni iniziativa che possa conciliare i rispettivi interessi».

A voler ben riflettere su questa tendenza delle pubbliche amministrazioni a nominare consulenti ed esperti a titolo gratuito, forse sarebbe più logico ed opportuno che un sindaco, onde evitare polemiche, non appena eletto affidasse a determinate professionalità l’incarico di assessore: anziché dover ricercare ulteriori “aiuti gratuiti”, si avrebbero ingegneri, avvocati, architetti e quant’altro che mettono a disposizione le rispettive competenze a fronte di un’indennità di carica. Ma questo, forse, cozza con le regole della politica…

Rodolfo Amodeo

 

FOTO: il sindaco di Linguaglossa, Salvatore Puglisi, e nei riquadri (da sinistra) Giuseppe Platania, Alessandro Amaro e Paolo Nicolosi, rispettivamente presidenti degli Ordini degli Ingegneri, Architetti e Geometri della provincia di Catania

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