Catania

Giarre, teatro incompleto: immobilismo della burocrazia e fallimento della città

Giarre, teatro incompleto: immobilismo della burocrazia e fallimento della città

Il teatro incompiuto di Giarre, una grottesca vicenda che smuove solo i buoni sentimenti. Da lunghi mesi si assiste ad un mortificante rimpallo di responsabilità.

Da un lato l’amministrazione che finora ha vanamente tentato la mediazione con l’impresa; dall’altro l’Area tecnica che nei mesi scorsi ha formalizzato la proposta di rescissione del contratto in ottemperanza alle norme previste dal codice dei contratti.

L’amministrazione nei mesi scorsi, nell’intento di scongiurare un contenzioso, ha tentato percorsi alternativi, privilegiando in questi mesi l’interlocuzione con l’impresa che si è aggiudicata i lavori del Contratto di quartiere, nell’ambito del quale era previsto il completamento del teatro, la cui apertura è attesa in città da oltre 60 anni, tra cantieri sospesi, finanziamenti al rallentatore e carta bollata.

Nel frattempo, mentre si continua ad inseguire la strada del dialogo, lo storico teatro giarrese rimane imprigionato da quelle impalcature esterne del cantiere, reiteratamente vandalizzate, mentre permane il rischio che l’infrastruttura venga di nuovo depredata così come peraltro è accaduto di recente con il furto di grondaie e il danneggiamento dell’impiantistica. Peggio.

Un anno fa è stato scongiurato il disastro in seguito ad un incendio appiccato da ignoti all’interno del teatro.  L’amministrazione non batte colpo. L’impresa neppure. Risultato del Contratto di quartiere? L’eterno mausoleo incombe con il suo tetro aspetto, il centro civico annesso agli alloggi popolari mai aperto e nel frattempo vandalizzato rappresenta autenticamente il fallimento dell’amministrazione e dell’assessorato ai Servizi sociali.

Il parcheggio? Una gigantesca discarica, fiore all’occhiello del centro storico giarrese. Insomma siamo a Giarre, dove l’immobilismo e l’inadeguatezza sembrano trionfare su tutto. Ma c’è ancora tempo. Il tempo lungo dell’eternità.

Mario Previtera

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