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Ambulantato selvaggio a Giarre: il Tribunale di Catania annulla un sequestro di frutta per “deficit motivazionale”

Ambulantato selvaggio a Giarre: il Tribunale di Catania annulla un sequestro di frutta per “deficit motivazionale”

E’ destinato a lasciare il segno il provvedimento del Tribunale di Catania, quinta sezione penale, con il quale si ritiene illegittimo il sequestro di svariati chili di frutta e verdura operato nelle scorse settimane dalle forze di polizia ai danni di alcuni venditori ambulanti a Trepunti.

Uno dei commercianti finiti nel mirino dell’operazione volta a contrastare il fenomeno dell’ambulantato selvaggio, attraverso il proprio legale di fiducia, l’avv. Salvo Sorbello, ha impugnato il decreto di convalida del sequestro probatorio cui sono stati sottoposti dalla polizia giudiziaria diversi chili di frutta di vario genere, esposta per la vendita.

Come si legge nella motivazione del Tribunale del Riesame, “dal verbale di perizia a firma del tecnico dell’Asp di Catania, la merce sequestrata era stata ritenuta, pur non indicandone le ragioni – che non si desumono, oltretutto neppure dalla visione delle fotografie in atti – “non destinabile all’uso umano poiché in cattivo stato di conservazione” e pertanto da sottoporsi a distruzione (disposizione questa, in irrimediabile contrasto, fra l’altro, con la tipologia di sequestro selezionata).

Il sequestro è stato convalidato dal PM con decreto motivato sotto il profilo della necessità di “accertare la provenienza” dei prodotti, qualificati come corpo del reato.

Secondo il Tribunale deve rilevarsi che la motivazione del decreto impugnato non è in alcun modo idonea ad esplicitare le esigenze probatorie sottese al sequestro, peraltro nella specie, difficilmente individuabili rispetto all’ipotesi di reato in contestazione, che prescinde dalla verifica della provenienza della merce, cui invece fa riferimento il provvedimento impugnato.

Ritiene, dunque, il Collegio che tale provvedimento debba ritenersi affetto da nullità per deficit motivazionale e che all’omissione in oggetto non possa sopperirsi in questa sede, proprio per la radicale assenza della motivazione del provvedimento medesimo.  Il decreto gravato va pertanto annullato, conseguendone la restituzione di quanto in sequestro all’avente diritto, ove nelle more non distrutto.

Il legale dell’ambulante giarrese che ha impugnato il provvedimento di sequestro della frutta durante l’operazione interforze di Trepunti, avv. Salvo Sorbello, esprime il proprio compiacimento sottolineando che il dispositivo del Tribunale di Catania apre uno scenario inedito, creando un precedente. Il provvedimento del tribunale della Libertà – osserva l’avv.Sorbello – va riferito esclusivamente al caso specifico e non può essere generalizzato a tutti gli casi per i quali in queste settimane si è proceduto al sequestro con distruzione contestuale. Io non conosco le specifiche circostanze degli altri sequestri e pertanto ritengo che non possa automaticamente affermarsi che anche in quei casi sussistessero le medesime condizioni che hanno condotto i giudici al provvedimento in esame.  I giudici del tribunale del riesame hanno infatti riconosciuto che il provvedimento specifico non indicava le ragioni per le quali quanto sequestrato fosse nocivo al consumo umano. Il provvedimento indica che non vi era prova certa ed univoca di quanto affermato e posto a sostegno del sequestro.
I giudici, infatti – prosegue l’avv.Sorbello –  hanno non solo annullato il provvedimento ma disposto anche la restituzione di quanto ingiustamente sottratto al mio cliente.  Non so come potrà essere eseguito il provvedimento dei Giudici.  Certo è che quanto è stato posto in vendita dal mio cliente non era nocivo o inquinato.  Se il problema è la salubrità di quanto è posto in vendita bisogna certificate in modo univoco e scientifico ciò che si afferma.
Se al contrario il problema è l’ambulantato selvaggio la strada da percorrere è un’altra. Comunque tale aspetto è assolutamente estraneo al mio cliente che ha sempre avuto infatti regolare licenza, ha le certificazioni sanitarie richieste all’espletamento di venditore ambulante e la merce posta in vendita ha sempre avuto tutte le certificazioni necessarie tanto per la provenienza e che per la genuinità e non era nociva.
In un momento difficile come quello che viviamo spero che chi lavora onestamente non debba subire torti. Nel fatto specifico infine è bene ricordare non vi sono responsabilità dell’amministrazione locale: il provvedimento eseguito ed annullato dai Giudici ha avuto per oggetto solo un aspetto tecnico giuridico di quanto accaduto e non può ne deve essere strumentalizzato”.

Per gli ambulanti giarresi che nei giorni scorsi avevano occupato il mercato ortofrutticolo di corso Messina in segno di protesta per i molteplici sequestri subiti dalle forze di polizia, è una vittoria senza precedenti, destinata a lasciare il segno in una città priva di regole.

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