Giarre, passata la festa la villa di Macchia ripiomba nel degrado: rifiuti, gazebo distrutti e fontanelle che perdono acqua -
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Giarre, passata la festa la villa di Macchia ripiomba nel degrado: rifiuti, gazebo distrutti e fontanelle che perdono acqua

Giarre, passata la festa la villa di Macchia ripiomba nel degrado: rifiuti, gazebo distrutti e fontanelle che perdono acqua

«Passata la festa, gabbato lo santo». Mai proverbio fu più azzeccato per descrivere le condizioni in cui versa oggi la villa comunale di Macchia, frazione del sindaco Leo Cantarella. Spenti i riflettori, conclusi gli eventi e smontata, almeno idealmente, la macchina delle celebrazioni, quello che rimane è uno scenario tutt’altro che edificante: cumuli di sacchi della spazzatura, gazebo danneggiati e abbandonati, fontanelle che perdono acqua e sporcizia diffusa.

Un’immagine desolante per uno spazio pubblico che avrebbe dovuto rappresentare un punto di riferimento per la comunità, un luogo di aggregazione per famiglie, bambini e anziani. Invece, finite le manifestazioni, la villa sembra essere tornata rapidamente nel dimenticatoio.

A testimoniare il passaggio delle recenti iniziative sono rimaste persino alcune strutture utilizzate per gli eventi. Gazebo rotti e lasciati sul posto, quasi fossero monumenti improvvisati alla stagione delle feste appena conclusa. Attorno, sacchi di rifiuti accumulati e una pulizia che appare decisamente insufficiente.

Non manca neppure l’ennesimo paradosso tutto giarrese: fontanelle che continuano a perdere acqua, proprio in un territorio dove i disservizi idrici, le bollette e le ripetute interruzioni dell’erogazione hanno esasperato i cittadini. Mentre nelle abitazioni l’acqua continua troppo spesso a rappresentare un problema, negli spazi pubblici può tranquillamente disperdersi senza che nessuno sembri preoccuparsene.

Ma a rendere politicamente ancora più imbarazzante la situazione è soprattutto un dettaglio: Macchia è la frazione del primo cittadino Leo Cantarella.

Proprio qui il sindaco aveva alimentato aspettative di rilancio e valorizzazione, accompagnate da manifestazioni, iniziative e momenti di aggregazione. Un’immagine di vitalità che, però, sembra dissolversi non appena termina l’ultimo appuntamento in calendario.

Perché organizzare feste è certamente importante. Le manifestazioni rappresentano occasioni di socialità, valorizzano il territorio e possono contribuire a rivitalizzare una comunità. Ma il vero rilancio di una frazione non si misura soltanto dal numero di eventi organizzati o dalle fotografie scattate durante le cerimonie.

Si misura soprattutto da ciò che rimane quando la festa finisce.

E a Macchia, almeno oggi, rimangono rifiuti, strutture danneggiate e un’area pubblica che avrebbe bisogno di ben altra attenzione.

La questione, dunque, va oltre il semplice decoro urbano. È il simbolo di una gestione che sembra privilegiare l’evento rispetto alla quotidianità, la manifestazione rispetto alla manutenzione, il momento celebrativo rispetto alla cura costante del patrimonio pubblico.

Perché una villa comunale non dovrebbe tornare a vivere soltanto quando c’è una festa. Dovrebbe essere pulita, sicura e fruibile ogni giorno dell’anno, anche quando non ci sono palchi, musica, ospiti e amministratori pronti a presenziare.

E se questo è lo stato in cui versa uno degli spazi pubblici della frazione del sindaco, viene spontaneo chiedersi quale attenzione possano aspettarsi le altre zone del territorio comunale.

Adesso servirebbero interventi semplici e immediati: rimuovere i rifiuti, eliminare le strutture danneggiate, riparare le perdite idriche e restituire alla villa condizioni dignitose. Non occorrono grandi annunci né nuove cerimonie, ma una manutenzione ordinaria che dovrebbe essere la normalità.

Il paradosso di Macchia è tutto qui: una frazione raccontata come simbolo di rilancio che, a feste concluse, mostra ancora una volta i segni dell’abbandono.

E mentre l’amministrazione Cantarella continua a celebrare iniziative e appuntamenti pubblici, la villa sembra ricordare una verità molto meno festosa: governare una città non significa soltanto organizzare eventi, ma soprattutto prendersene cura quando gli applausi sono finiti.

A Macchia la festa è passata. Il degrado, invece, è rimasto.

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