A Giarre l'Intelligenza Artificiale è entrata in classe: nasce il Progetto Light all'Istituto "G. G. Bosco" -
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A Giarre l’Intelligenza Artificiale è entrata in classe: nasce il Progetto Light all’Istituto “G. G. Bosco”

A Giarre l’Intelligenza Artificiale è entrata in classe: nasce il Progetto Light all’Istituto “G. G. Bosco”

L’Intelligenza Artificiale non è più soltanto un tema da università o grandi aziende tecnologiche. A Giarre entra nelle aule scolastiche e diventa uno strumento educativo concreto, accessibile e soprattutto guidato da esperti. È questo il cuore del Progetto Light “Learning Initiatives for Green and HighTech” Project n. VIL 70666. Iniziativa internazionale finanziata dalla Villum Foundation e sostenuta dalla Steve Jobs Academy, che sta trasformando il modo di insegnare e apprendere nelle classi dell’Istituto comprensivo “G. G. Bosco” di Giarre.

Il progetto coinvolge alcune classi prime della scuola secondaria di I grado, con attività estese anche alle classi quinte della scuola primaria, e rappresenta uno dei più avanzati esempi di educazione all’IA applicata alla sostenibilità ambientale nel panorama scolastico italiano.

La dirigente Maria Cettina Maccarone, coadiuvata dalla vice preside Salvatrice Belfiore e dal team dei docenti coinvolti nel percorso formativo, evidenzia come questa idea è diventata un progetto il cui scopo è far sì che l’IA non sia percepita come una magia o una scorciatoia, ma uno strumento da comprendere con consapevolezza, etica e responsabilità e da usare come amplificatore e supporto alle attività di studio e non sostituzione. L’aspetto più innovativo non è soltanto la tecnologia: è il metodo.

A guidare il percorso è l’ing. Cristina R. Monsone, esperto indipendente della Commissione Europea per IA e robotica, che, grazie anche al supporto delle competenze dei professori coinvolti, attraverso un approccio multidisciplinare e fortemente laboratoriale ha accompagnato gli studenti in un viaggio dentro il mondo dell’Intelligenza Artificiale. Non semplici lezioni teoriche, ma un’autentica esperienza educativa dove i ragazzi imparano da una professionista del settore che opera nel campo della ricerca e delle applicazioni avanzate dell’IA a livello europeo, non limitandosi a usare strumenti digitali, ma imparando a comprenderli, interpretarli e valutarli criticamente.

Il Progetto Light nasce con un obiettivo chiaro: sviluppare competenze avanzate già nella scuola secondaria di primo grado, preparando gli studenti alle professioni e, soprattutto alle sfide del futuro come, ad esempio, quella del cambiamento climatico. Gli studenti affrontano temi che fino a pochi anni fa appartenevano solo all’ambito universitario: machine learning, reti neurali, computer vision, modelli linguistici generativi, analisi dei dati, etica dell’IA, cybersecurity e deepfake. E lo fanno attraverso attività pratiche che rendono immediatamente comprensibili anche i concetti più complessi.

Il cuore operativo del progetto è un laboratorio scientifico in cui gli studenti monitorano la crescita di una pianta reale utilizzando sensori IoT, raccolta dati, analisi statistica e sistemi di Intelligenza Artificiale. I ragazzi installano sensori, raccolgono dati ambientali, utilizzano software di computer vision e addestrano modelli capaci di riconoscere automaticamente lo stato di salute della pianta. In pratica, diventano piccoli ricercatori. L’apprendimento avviene attraverso il “learning by doing”: ogni concetto teorico trova immediata applicazione pratica.

Questo approccio ha un impatto enorme sulla motivazione degli studenti, che vedono concretamente il funzionamento delle tecnologie di cui sentono parlare ogni giorno. Un’altro degli elementi più significativi del progetto riguarda anche la formazione degli insegnanti. Il finanziamento ottenuto attraverso la Villum Foundation ha infatti permesso non soltanto di attivare laboratori per gli studenti, ma anche percorsi di aggiornamento per i docenti, creando una vera comunità educativa capace di affrontare le trasformazioni digitali in modo competente e che ha cosi attivamente guidato il laboratorio dei ragazzi.

La scuola, in questo modo, non subisce il cambiamento tecnologico: lo governa. L’educazione all’IA non viene lasciata all’improvvisazione o al semplice utilizzo di chatbot, ma costruita attraverso un percorso scientifico strutturato, etico e supervisionato, dedicando ampio spazio anche ai rischi e alle implicazioni etiche dell’IA. L’obiettivo non è soltanto insegnare a usare la tecnologia, ma formare cittadini digitali consapevoli. In un’epoca in cui i ragazzi utilizzano strumenti di IA sempre più spesso senza comprenderne davvero i limiti, avere un percorso guidato da professionisti rappresenta un valore educativo fondamentale.

Il Progetto LIGHT dimostra che è possibile introdurre l’Intelligenza Artificiale nella scuola secondaria in modo serio, accessibile e pedagogicamente efficace. La combinazione tra ricerca, formazione, laboratorio pratico ed educazione etica crea un modello che potrebbe diventare un riferimento nazionale. Perché il vero messaggio del progetto è chiaro: il futuro digitale non si costruisce semplicemente dando ai ragazzi nuovi strumenti tecnologici, ma offrendo loro competenze, metodo e figure esperte capaci di guidarli.

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