Ancora un incendio, ancora una colonna di fumo nero che si alza nel cielo di Giarre. Dopo il rogo sviluppatosi nel pomeriggio di ieri nel quartiere Jungo, un nuovo incendio di rifiuti si è verificato nelle ultime ore nei pressi di via Trieste, alimentando la preoccupazione dei residenti e riaccendendo il dibattito sulla gestione del territorio.
Il fumo acre sprigionato dalla combustione dei rifiuti ha invaso ampie zone della città, rendendo l’aria difficilmente respirabile e suscitando timori per le possibili conseguenze sulla salute pubblica.
L’episodio ha provocato la dura reazione del Presidente del Consiglio comunale Giovanni Barbagallo, che in una nota parla di una situazione ormai sfuggita di mano.
“La situazione delle microdiscariche che vengono sistematicamente incendiate è ormai fuori controllo. Da giorni si susseguono roghi tossici che comportano rischi elevatissimi, sia per la propagazione delle fiamme sia per i fumi nocivi derivanti dalla combustione di materiali potenzialmente pericolosi. Siamo quasi ai livelli della Terra dei Fuochi e tutto questo è semplicemente inaccettabile”.
Barbagallo punta il dito contro quella che definisce una sostanziale inerzia dell’amministrazione comunale. “L’amministrazione guidata dal sindaco Cantarella continua a rimanere sostanzialmente immobile, quando invece dovrebbe attivarsi immediatamente per garantire un controllo efficace del territorio attraverso la Polizia Locale, coinvolgendo anche le associazioni di guardie ambientali e di volontariato. Chi crea e incendia queste discariche deve essere individuato e perseguito senza esitazioni. Il primo presidio nella tutela della salute pubblica è proprio il sindaco. Non si può continuare a sottovalutare un fenomeno che mette a rischio l’ambiente e la salute dei cittadini. Servono controlli, prevenzione e repressione. Servono azioni concrete”.
“Se tutto questo non dovesse accadere, provvederò personalmente a trasmettere un esposto alle autorità competenti affinché vengano accertate eventuali responsabilità e omissioni”.
Il doppio incendio nel giro di poche ore ripropone così una delle emergenze più gravi del territorio: quella delle microdiscariche abusive che, oltre a deturpare il paesaggio, diventano periodicamente il teatro di roghi tossici dai potenziali effetti devastanti. E mentre i cittadini continuano a respirare l’odore acre della plastica e dei rifiuti bruciati, cresce la sensazione che il fenomeno stia assumendo dimensioni sempre più preoccupanti. Non più episodi isolati, ma una vera emergenza che richiede risposte immediate.







