Rovi che invadono i marciapiedi, sterpaglie alte, sporcizia e totale assenza di manutenzione. È questa la situazione denunciata da numerosi residenti di via Trieste, che hanno inviato fotografie e segnalazioni per documentare lo stato di abbandono in cui versa una delle arterie cittadine. Le immagini parlano chiaro: vegetazione fuori controllo, passaggi ostruiti e spazi pubblici che diventano ogni giorno più difficili da percorrere, soprattutto per anziani, famiglie con passeggini e persone con difficoltà motorie.
E il paradosso è proprio questo. In una città che discute di PEBA, il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, e che sulla carta punta a diventare più inclusiva e accessibile, spesso manca persino il minimo indispensabile: il decoro urbano e la manutenzione ordinaria.
Via Trieste, oggi, rappresenta l’esatto contrario di una città inclusiva. Perché quando i marciapiedi vengono divorati dalle sterpaglie, la barriera architettonica non riguarda più solo chi ha una disabilità, ma finisce per coinvolgere chiunque.
I residenti lamentano una situazione che andrebbe avanti da tempo e chiedono un intervento urgente di pulizia e scerbatura. Il timore è che, con l’arrivo del caldo, il degrado possa peggiorare ulteriormente, aumentando anche il rischio incendi e la proliferazione di insetti e roditori.
L’ennesima segnalazione che riporta al centro il tema della manutenzione urbana, spesso annunciata ma raramente percepita dai cittadini nella vita quotidiana.
E mentre si progettano città inclusive nei documenti e nei convegni, a Giarre c’è ancora chi deve fare i conti con marciapiedi trasformati in giungla.






