Furto nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Trevico (AV); l’Arciprete Don Gennaro Curró e la comunità di Francavilla di Sicilia esprimono piena solidarietà -
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Furto nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Trevico (AV); l’Arciprete Don Gennaro Curró e la comunità di Francavilla di Sicilia esprimono piena solidarietà

Furto nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Trevico (AV); l’Arciprete Don Gennaro Curró e la comunità di Francavilla di Sicilia esprimono piena solidarietà

La cittadina dell’Alcantara è rimasta sorpresa e incredula dopo aver appreso la triste notizia proveniente dal comune di Trevico, in provincia di Avellino.

Nei giorni scorsi, alcuni ladri sono entrati nella cattedrale di Santa Maria Assunta (nel riquadro piccolo) e hanno rubato una cassaforte contenente oggetti preziosi d’oro di valore storico, per un totale di circa 10 chilogrammi.

Secondo quanto riportato dai quotidiani locali, il furto ha avuto luogo poco prima delle tre del mattino. Da una prima ricostruzione, sembra che ad agire sia stata una banda composta da almeno sei persone. I malviventi sono entrati nella chiesa situata in piazza Nicola Ferrara e sono fuggiti portando via la cassaforte custodita all’interno dell’edificio.

Dopo il furto, l’allarme è scattato prontamente e sul luogo del reato sono intervenuti i carabinieri, provenienti sia da Ariano Irpino che da Flumeri. Gli agenti hanno effettuato tutti i rilievi necessari per raccogliere elementi utili alle indagini e hanno avviato le prime attività investigative con l’obiettivo di ricostruire in modo preciso la dinamica dell’accaduto.

Sul posto si sono recati anche il sindaco di Trevico, Nicolino Rossi, e il parroco, don Claudio Lettieri, che stanno seguendo da vicino l’evolversi della situazione.

Il furto ha profondamente turbato la comunità di Trevico, composta da circa 700 abitanti, generando un sentimento di smarrimento e preoccupazione che si è esteso fino a Francavilla, in Sicilia.

Il Comune dell’Alcantara, infatti, condivide con il Comune dell’Irpinia la tradizione religiosa e la devozione verso Sant’Euplio, le cui reliquie sono conservate nella cattedrale di Santa Maria Assunta di Trevico, meta di pellegrinaggio per la comunità francavillese, che in questa triste occasione esprime la propria vicinanza tramite un comunicato diffuso dall’Arcipretura di Francavilla.

“A nome di tutta la comunità di Francavilla di Sicilia, desideriamo stringerci in un forte e sincero abbraccio agli amici di Trevico in questo momento di profondo dolore. Il vile furto sacrilego che ha colpito la vostra chiesa e l’oro della Madonna ferisce anche noi. Le nostre comunità non sono unite solo da un protocollo di gemellaggio, ma da un legame spirituale indissolubile nel nome del nostro comune protettore, Sant’Euplio.

Proprio nel segno del coraggio e della fede del nostro Santo, vi siamo vicini con la preghiera e con il cuore, certi che la vostra comunità saprà rialzarsi con dignità e fierezza. Nessun atto materiale potrà mai scalfire la devozione che ci unisce e la luce della fede che custodiamo insieme.

Con fraterna solidarietà, l’Arciprete Don Gennaro Curró e la comunità tutta di Francavilla di Sicilia”.

Il furto sacrilego che ha colpito la cattedrale di Santa Maria Assunta rappresenta un evento che va oltre il semplice reato: è un segnale allarmante che invita ciascuno di noi a riflettere profondamente sulle condizioni della società odierna. Un gesto così grave porta alla luce il decadimento dei valori che dovrebbero essere alla base della convivenza civile, evidenziando un livello di inciviltà sempre più diffuso e una mancanza di rispetto che si estende non solo alle istituzioni religiose, ma anche ai loro rappresentanti.

Quando vengono meno il rispetto e la considerazione verso luoghi sacri e figure che incarnano valori spirituali e morali, diventa chiaro che il tessuto sociale è attraversato da una crisi profonda. La riflessione su questi temi appare oggi quanto mai necessaria, affinché si possa ritrovare il senso autentico della solidarietà, della convivenza e della fede che dovrebbero unire la collettività.

Luigi Lo Presti

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