Giarre, "le sedute di Consiglio comunale deserte segnale di evidente disinteresse" -
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Giarre, “le sedute di Consiglio comunale deserte segnale di evidente disinteresse”

Giarre, “le sedute di Consiglio comunale deserte segnale di evidente disinteresse”

A Giarre è in crisi il sistema democratico. E’ chiara la diagnosi che formula, in una nota, il presidente di Rigenerazione Giarre, Dario Li Mura. “I Consigli comunali – ricorda Li Mura – sono lo strumento fondamentale della democrazia nei Comuni. Se questo strumento viene annichilito dal disinteresse dei consiglieri, che li lasciano deserti, si va incontro a una grave crisi del nostro sistema democratico. Parallelamente, si verifica una torsione del sistema istituzionale, per cui la Giunta esercita di fatto tutti quei poteri che il Consiglio comunale, per propria inadempienza e incapacità di indirizzo politico, non esercita”.

Nella nota, Li Mura, constata, spiacevolmente, che “L’indice di produttività del Consiglio comunale di Giarre, se non connesso ad adempimenti che possano portare allo scioglimento dello stesso, è il caso dell’approvazione dei bilanci, sia essenzialmente pari a zero. Ciò avviene anche quando, come nell’ultima occasione, all’ordine del giorno vi sono misure che interessano la zona artigianale, le manutenzioni stradali e che possono incidere concretamente sulla vita dei cittadini giarresi, come la rottamazione dei tributi locali, proprio in questi giorni in cui numerosi cittadini sono raggiunti da un numero esorbitante di avvisi di pagamento”.

Secondo il presidente di Rigenerazione Giarre, questa fase mostra tutta la crisi del sistema rappresentativo del Comune: In assenza di movimenti politici organizzati e di partiti politici caratterizzati da vitalità e democrazia interna, i consiglieri comunali, secondo Li Mura, risultano di fatto sciolti dal dovere della rappresentanza generale e finiscono per assolvere soltanto alla rappresentanza del proprio particolare bacino elettorale, rispondendo al più a un numero ristretto di elettori cui sono legati per ragioni varie, senza riuscire a rielaborare le istanze diffuse dei cittadini sotto forma di proposta politica.

“Ne consegue – scrive Li Mura – che la partecipazione ai Consigli comunali, quando l’utile immediato non sia quello di raggiungere un titolo sulla stampa o piantare una bandierina per il piccolo elettorato di riferimento, diventa per molti degli eletti un’occasione inutile, se non addirittura dannosa, nella misura in cui i pochi che avanzano proposte finiscono per mettere in ombra i molti”.

Li Mura rileva che da un lato si impoverisce la democrazia rappresentativa nella sua forma più diretta, quella del Consiglio comunale; dall’altro si accresce in modo sproporzionato il potere della giunta, “un organo nominato direttamente dal sindaco, frutto di accordicchi elettorali e post-elettorali che nulla hanno più a che vedere con il momento elettorale. Accordi che arrivano persino a coinvolgere il principale sfidante del sindaco in carica, passato dal ruolo di capo dell’opposizione a quello di alleato di governo”.

Una confusione totale che non giova né alla qualità del dibattito politico né alla salute della democrazia nella nostra città, mentre sullo sfondo restano irrisolti problemi strutturali e si accumulano occasioni perdute.

L’auspicio è che forze nuove rivendichino un nuovo attivismo nello spazio vuoto della democrazia giarrese”.

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