Dopo la recente approvazione del bilancio di previsione a Riposto, negli ambienti politici comunali, in vista della scadenza elettorale con le amministrative di maggio prossimo, c’è stato il “rompete le righe” di un corposo numero di consiglieri di maggioranza. La campagna elettorale è decollata e iniziano i primi sotterranei confronti. Le prime intese per lanciare un progetto politico per il futuro di Riposto, dopo il decennio della sindacatura Caragliano. Le riunioni, gli incontri a due, a tre con familiari al seguito, si susseguono all’ombra del palazzo comunale di via Archimede, nei bar della zona o della vicina Giarre. Più esattamente in un noto bar di Macchia.
Il sindaco Enzo Caragliano, senza troppo affanno, si dice certo di rimanere in scia. E, nel frattempo, accarezza convintamente l’idea di un terzo mandato.
Tema che, proprio in questi giorni, è tornato d’attualità. C’è infatti la concreta possibilità che il Governo Meloni, con il sostegno anche di alcuni pezzi della opposizione (Terzo Polo e Partito Democratico), già nella prima fase del nuovo anno, possa modificare l’attuale legge che stabilisce il vincolo del terzo mandato per i sindaci dei Comuni con una popolazione superiore ai 5.000 abitanti, portando l’attuale limite a 15mila. Il testo potrebbe essere approvato nei primi mesi dell’anno, per consentirne l’applicazione già a partire dalla tornata elettorale per le Comunali della prossima primavera. Frattanto fioccano le potenziali candidature.
Una è stata largamente anticipata nei mesi scorsi. Sebastiano Bergancini ha manifestato per primo l’intenzione di scendere in campo e da mesi cerca di mettere in piedi un progetto amministrativo condivisibile. C’è poi l’attuale presidente del Consiglio, Mariella Di Guardo che è prontissima. Dopo lunghi anni di esperienza politica nel palazzo di via Archimede sente che potrebbe essere la volta giusta per una sua discesa in campo, benchè nella consapevolezza di ricompattare l’originario gruppo di Centrodestra. Un altro ex consigliere comunale, Ezio Raciti, non ha nascosto le proprie velleità per sposare un nuovo progetto civico.
Raciti si è già confrontato con diverse anime della politica ripostese ma, si dice lontano. Lontanissimo da una possibile intesa con l’altra aspirante sindaco, la consigliera uscente Claudia D’Aita. Ma nel laboratorio politico ripostese ci sono, poi, altre ipotesi in campo. Potenziali candidati “yuppies” che, godendo di una forte autostima, vorrebbero tentare la scalata per la poltrona di sindaco. Magari pensando che una foto scattata in qualche ristorante, ergendo un calice di vino, possa fare la differenza. Insomma l’assalto alla diligenza è partito: sul piatto ci sono oltre 20 milioni di finanziamenti – esclusi i fondi del Pnrrr – con le gare già definite e, in procinto di prendere il via.





