2milioni 935 mila euro è la somma stanziata dal Ministero delle Infrastrutture (fondi Pnrr) per tre delle quattro palazzine popolari del rione Rovettazzo, all’ingresso sud della città. Complessivamente l’opera di risanamento interesserà 18 alloggi popolari. Criticità strutturali emerse all’esito degli accertamenti statici eseguiti – anche dai vigili del fuoco – in seguito al crollo di un balcone di uno degli alloggi, avvenuto nel novembre del 2020, in seguito al quale, solo per una fatalità, non ci sono stati danni alle persone.
Nei giorni scorsi l’Iacp di Catania (ente proprietario dell’immobile) ha fatto sapere che con determinazione dello scorso 2 agosto ha proceduto all’affidamento del contratto d’appalto relativo all’esecuzione dei lavori che prenderanno il via alla fine del mese. In questo senso occorre procedere con urgenza allo sgombero degli alloggi, per consentire all’impresa aggiudicataria di iniziare i lavori di recupero strutturale.
Ad ogni nucleo familiare sgomberato, sarà elargito un bonus mensile di 650 euro (somma anticipata dagli inquilini) per il periodo di un anno, al fine di contribuire al pagamento del canone di affitto dell’alloggio che dovrà essere individuato dai singoli inquilini. Per martedì prossimo è stata fissata una assemblea, alla presenza dei funzionari dell’Iacp, per fare il punto con gli inquilini, alla vigilia dell’avvio dei lavori.
La comunicazione dell’Iacp ha però sortito l’intervento del Sunia, la sigla sindacale di categoria che assiste gli inquilini dei complessi edilizi di Rovettazzo che, in un esposto indirizzato al sindaco Cantarella, ai vertici dell’Iacp e all’assessorato regionale alle Infrastrutture, ha richiesto la sospensione dell’ordinanza di sgombero finalizzata all’avvio dei cantieri, chiedendo che si realizzino, prima dei lavori di demolizione e rifacimento della palazzina C, il rafforzamento delle palazzine A, B e D; la realizzazione dei lavori con permanenza dei nuclei familiari degli assegnatari; rimodulare l’ordinanza sindacale del 2021, considerando la necessità di tutelare anche il diritto all’abitazione e alla salute di nuclei familiari anziani; consentire l’accesso al “sismabonus” anche alla palazzina D, in subordine garantire il diritto di abitazione degli assegnatari con recupero di alloggi per 24 mesi dove trasferire i nuclei familiari a carico dell’Iacp.





