Giro di boa al processo ordinario nell’ambito dell’operazione Jungo condotta dai carabinieri della compagnia di Giarre che ha neutralizzato la più grande piazza dello spaccio di stupefacenti nella cittadina jonica (46 gli arresti) fruttando oltre 5 mila euro al giorno. Stamane sentenza di condanna per tre impuatti alla sbarra: Cateno Musumeci, Pietro Carmelo Oliveri e Aldo Impellizzeri.
Per Musumeci e Oliveri assistiti dall’avv. Salvo Sorbello è stata rispettivamente inflitta la pena di 13 e 15 anni di carcere; 1 anno di detenzione, invece, per Impellizzeri, difeso dagli avvocati, prof.Tommaso Rafaraci e Maria Caltabiano.
Il procedimento giudiziario fa riferimento all’operazione denominata Jungo che nel maggio 2020, al termine di una brillante operazione dei carabinieri, ha portato all’arresto di 46 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di “associazione di tipo mafioso”, “associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti”, “detenzione e spaccio di stupefacenti”, “estorsione” aggravata dal metodo mafioso, “lesioni” aggravate dal metodo mafioso. Gran parte degli imputati ha seguito il rito abbreviato con l’emissione di una raffica di condanne nel gennaio scorso. “La notevole riduzione di pena ottenuta per Oliveri, considerata la richiesta iniziale di condanna del pm – commenta l’avv.Salvo Sorbello – non toglie l’amaro in bocca per la condanna di Musumeci Cateno per il quale in modo più eclatante erano evidenti gli elementi per la soluzione, a maggior ragione essendo riuscito ad ottenere la restituzione dell’immobile di sua proprietà sequestrato in occasione dell’esecuzione dell’ordinanza custodiale. La sentenza deve essere attentamente letta per comprendere come si è giunti alla condanna dei miei assistiti”.







