Oltre quattro ore di confronto serrato, toni accesi e fratture palesi. La seduta del Consiglio comunale dedicata all’esame delle relazioni degli ex esperti del sindaco Leo Cantarella – il dott. Lipari, esperto finanziario, e l’avv. Scuderi, esperto legale – si è trasformata in un vero e proprio spartiacque politico.
Un dibattito lungo e articolato che ha fatto emergere, senza più filtri, le profonde divergenze interne alla maggioranza. A guidare il fronte critico sono stati Salvo Cantarella, Gabriele Di Grazia, Antonio Camarda e Santo Primavera, che hanno espresso perplessità e rilievi severi sulle valutazioni contenute nelle relazioni e, soprattutto, sulle scelte dell’amministrazione.
Più tiepida e sostanzialmente filo-governativa la posizione di Raffaele Musumeci – che ha colto l’occasione per rilanciare il tema del “Cantarella bis” – e di Angelo Spina, intervenuti in difesa dell’operato del primo cittadino.
Dall’opposizione, invece, è stata una vera e propria valanga di critiche. Tania Spitaleri ha affondato il colpo con parole nette:
“Lipari dipinge un quadro di inadempienza e inadeguatezza amministrativa che lo spinge a dimettersi. Altro che impegni a Palermo. La verità è che Lipari non voleva essere complice di una mala gestione che è ormai conclamata”.
Caustico anche l’intervento del presidente del Consiglio, Giovanni Barbagallo, che ha ricordato come non vi fosse alcun motivo per ostacolare l’accesso agli atti: “Signor Sindaco, lei non aveva motivo di ostacolare l’accesso a queste relazioni. Non esistono atti segreti e se contengono accuse precise anche alla sua amministrazione è nostro dovere discuterne, perché in democrazia il dibattito è lo strumento principe. Le decisioni sbagliate della sua amministrazione sono molte, ma non tutte, anche perché ha ereditato una situazione non semplice. Rimane però il rammarico per le azioni di alcuni che hanno usato il proprio ruolo per colpire i consiglieri comunali. In quest’aula non ci sono briganti”.
Un passaggio che ha segnato uno dei momenti più intensi della serata, con il presidente sceso nel merito politico della vicenda e con un richiamo esplicito alla dignità dell’aula consiliare.
Al termine della lunga discussione, il sindaco Cantarella ha scelto una linea distensiva, ringraziando tutti per il confronto e ribadendo che “ormai bisogna guardare avanti, cercando di ricostruire un dialogo”.
Parole concilianti che però arrivano dopo settimane di tensioni e dopo una seduta che ha certificato una maggioranza frammentata, attraversata da correnti e distinguo sempre meno velati.
Resta da capire se l’invito al dialogo sarà sufficiente a ricucire gli strappi o se, al contrario, la discussione sulle relazioni degli ex esperti rappresenti l’ennesimo capitolo di una crisi politica ormai strutturale. A Giarre, più che una semplice seduta fiume, sembra essere andato in scena un regolamento di conti politico.





