Stagione delle piogge, allarme caditoie e torrenti -
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Stagione delle piogge, allarme caditoie e torrenti

Stagione delle piogge, allarme caditoie e torrenti

Alla vigilia della stagione delle piogge rimangono ancora al palo i necessari interventi volti a mitigare i pericoli incombenti derivanti dal diffuso fenomeno del dissesto idrogeologico. In centro come in periferia si contano decine di caditoie intasate di materiale solidificato, in larga parte cenere vulcanica che si è compattata come cemento, compromettendo la fondamentale funzione idraulica per intercettare le acque meteoriche, in occasioni di eventi straordinari. Necessario, quindi, programmare nuovi interventi, come quelli eseguiti nei mesi scorsi da una impresa incarica dal Comune che ha spurgato solo in parte le oltre 4 mila caditoie distribuite su tutto il territorio comunale. E nonostante l’interramento di due canali di gronda, dopo la tragica alluvione del marzo 1995, Giarre, in occasione di forti piogge, continua a mostrare le proprie fragilità, evidenziando puntualmente gli effetti di un diffuso dissesto idrogeologico.

Sullo sfondo la cementificazione di strade costruite a ridosso – o peggio ancora sopra – vecchi torrenti che tornano ad essere tali in occasione di violenti acquazzoni. Un caso emblematico rappresentato da ciò che accade nella parte terminale di via Settembrini, gli effetti dell’alterazione del percorso del torrente Jungo, sono ben visibili. Proprio l’area urbana attraversata dal torrente Jungo (corso Europa e via Trieste) è stata indicata come una delle più vulnerabili, sotto il profilo idraulico, cosi come riporta una relazione geologica del Comune. Altra area urbana particolarmente esposta ai pericoli di allagamenti e tracimazioni di acque torrentizie, è quella a monte dell’abitato di Macchia, a ridosso di via Risorgimento alta. Quando invece il torrente Macchia è in piena, nel tratto che attraversa Santa Maria la Strada e nei pressi del parco Giardino, si rischia la tracimazione del corso d’acqua.

La scorsa estate il Corpo Forestale ha lanciato l’ennesimo allarme ambientale nel letto del torrente ricolmo di materiali ingombranti, in particolare nel tratto che dal sottoponte di Santa Maria la Strada si snoda in direzione del mare.  In questo quadro si aggiungono, poi, le criticità derivanti dalle buche che costellano strade ad alta densità veicolare, tra cui il corso Europa,  la centralissima via Bellini, alcuni tratti di via San Matteo, via Luminaria. Peggio. Lungo la via Sciuti ormai da lunghi mesi è delimitata da una piccola recinzione una pericolosa voragine originata dal cedimento di una grossa porzione d’asfalto. Sono stati posizionati i segnali ma nessun intervento manutentivo eseguito.

In diverse zone della città, tra cui la via Trieste, eterne transenne segnalano la presenza di caditoie divelte; segnali fai da te sul viale Federico di Svevia laddove sono state trafugati numerosi di tombini in ghisa. Un allarme sicurezza è stato lanciato, infine, da un gruppo di genitori per una grata divelta, in via Enna, all’ingresso del plesso elementare Alessi: un potenziale pericolo per i piccoli alunni che frequentano la scuola.

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