Democrazia partecipata: per il secondo anno Giarre perde il finanziamento. Cardillo "Sciatteria dell'amministrazione" -
Catania

Democrazia partecipata: per il secondo anno Giarre perde il finanziamento. Cardillo “Sciatteria dell’amministrazione”

Democrazia partecipata: per il secondo anno Giarre perde il finanziamento. Cardillo “Sciatteria dell’amministrazione”

Per il secondo anno consecutivo l’Amministrazione comunale giarrese restituisce le somme della Democrazia Partecipata che la Regione, ogni anno, invia ai Comuni che sono obbligati a spenderli coinvolgendo i cittadini nella scelta di un progetto rientrante in una tra le seguenti aree tematiche: il sociale, la scuola, l’educazione, l’ambiente, l’ecologia, il turismo, gli spazi a verde, le politiche giovanili, le attività culturali o sportive.

Solo lunedì scorso il Consiglio comunale giarrese ha infatti approvato il Regolamento per la democrazia partecipata che mancava da anni facendo così perdere ancora al Comune più di 20 mila euro.

“Nella vicenda del ‘Regolamento di Democrazia Partecipata’ – afferma il consigliere comunale giarrese di Fratelli d’Italia Francesco Cardillo – si riassume tutta la sciatteria di un’amministrazione che da sempre ha sbandierato e mai perseguito concretamente la partecipazione dei cittadini alle scelte e che non ha mai applicato con costanza gli obblighi derivanti dalla situazione di dissesto e dai suoi vincoli, quali il controllo costante della spesa, il risparmio e l’utilizzo di somme provenienti da altri enti per non incidere sul bilancio comunale”.

“Abbiamo restituito e restituiremo ancora un contributo che la Regione aveva assegnato ad un Comune come il nostro, che si trova in una situazione economica disastrosa. Si tratta di decine di migliaia di euro che l’Amministrazione non potrà impegnare per la realizzazione di progetti a favore del territorio condivisi con i cittadini.

Questo – afferma il consigliere Cardillo – è proprio l’opposto di quello che significa buona amministrazione. Restituire per il secondo anno consecutivo le somme inviate dalla Regione e poi spendere, per lo stesso tipo di progetti, quelle del bilancio comunale vantandosene sui social come se derivanti da lungimiranza e grandi iniziative, è un sinonimo di cattiva gestione.

Un regolamento sì di competenza del Consiglio comunale, ma che per lo spirito che ne è alla base, ossia uno spazio dato alla partecipazione attiva dei cittadini nella scelta di alcuni progetti sul territorio, avrebbe dovuto essere una delle priorità dell’Amministrazione D’Anna.

L’Amministrazione D’Anna – conclude Cardillo – ha dimostrato ancora una volta l’incapacità di procurarsi e sfruttare risorse provenienti dall’esterno nonché di operare un risparmio sul bilancio del Comune, e una incapacità di dialogo con i consiglieri, siano essi di maggioranza o di opposizione, per raggiungere la votazione di un regolamento che avrebbe permesso il coinvolgimento di tutti i cittadini e un risparmio per l’ente”.

Potrebbero interessarti anche